Il conflitto a fuoco, la cattura, il nodo estradizione: come si è arrivati alla cattura di 'Igor'

Gli inquirenti sapevano della sua presenza fuori dall'italia sin dall'estate. La caccia all'uomo della Guardia Civil dopo un azione del tutto simile a quelle compiute nella 'bassa'. Amato: 'Chiederemo estradizione, ma dovranno processarlo anche loro'

Foto Twitter Guardia Civil

Un 'colpo' in una abitazione di campagna, con le stesse apparenti modalità dei furti e delle rapine che commetteva nel fazzoletto di terra tra Molinella e Marmorta. Sarebbe questo lo scenario che ha animato la cattura di Norbert Feher, alias 'Igor il russo', avvenuta questa notte nella zona remota di Teruel, in Spagna.

Il latitante, ricercato da aprile per l'omicidio del barista della Riccardina di Budrio Davide Fabbri e della guarda ecologica di Portomaggiore Valerio Verri ha finito la sua fuga alle 2:50 di questa mattina, ora spagnola, dopo una breve fuga a piedi seguita ad un incidente stradale al Km 95 della A226, all'altezza del comune di Cantavieja.

I DETTAGLI DELLA FUGA. Igor sarebbe finito bloccato mentre cercava di allontanarsi a piedi dopo aver avuto un incidente in auto. Non avrebbe opposto resistenza, ma addosso gli sono state trovate tre armi, alcune prese alle due guardie uccise la sera prima. Feher era ricercato attivamente dalla Guardia Civil spagnola da tutta la notte per l'uccisione, dopo un conflitto a fuoco, di due guardie civili  Victor Romero Perez, 30anni, e Victor Jesus Caballero Espinosa, 38 anni, nativo di Cadice. Ferito a morte assieme a loro anche un allevatore, José Luis Iranzo, in un posto tra le città di Teruel e Albalate del Arzobispo.

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Gli agenti uccisi erano sulle sue tracce per via di un'indagine legata ad un'aggressione ai danni di una casa contadina, avvenuta proprio ad Albalate de Arzobispo nella notte tra il 4 e il 5 dicembre scorsi, con modalità però del tutto simili alle piccole rapine violente attribuite a Feher nella 'bassa' emiliana.

Non si sa che cosa ci facesse Feher in quella zona sperduta, ma fatto sta che, mentre le due guardie perlustravano con l'aiuto di un cittadino locale i boschi vicino ad Albalate, 'Igor' è spuntato fuori: da lì il conflitto a fuoco e la fuga conclusa otto ore dopo, a causa di un incidente a bordo di un pick-up verde. Qualche ora dopo l'arresto la conferma delle impronte digitali: sono quelle di Norbert 'Igor' Feher.

L'innesto con le indagini in Italia. Secondo fonti di polizia locale, riportate dal quotidiano El Paìs, le autorità spagnole e quelle italiane erano da tempo sulle tracce del fuggiasco, tracce però collocate a Malaga, mentre il luogo della cattura è a un centinaio di chilometri nell'entroterra da Valencia, città dove Feher trascorse in passato un periodo di soggiorno. Proprio la familiarità con la lingua e alcuni collegamenti internazionali hanno fatto scattare una cooperazione tra gli investigatori. Non si sapeva dove fosse, ma 'Igor' era di sicuro in Spagna, in qualche modo collegato con il mondo del contrabbando di armi.

IL NODO ESTRADIZIONE. Entusiasmo da parte della Procura. Il procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato ringrazia l'attività di coordinamento tra autorità, ma dove verrà processato il killer rimane un quesito per ora irrisolto. "Procederemo nei confronti di Igor per i fatti che sono stati commessi in Italia sarà il momento del coordinamento internazionale, della verifica delle priorità circa la celebrazione del processo in Spagna e della celebrazione del processo in Italia. Sarà - continua Amato- il momento in cui con Eurojust ci si dovrà mettere a tavolino, c'è anche un discorso di giurisdizione spagnola per quanto riguarda i loro morti, inevitabilmente si dovrà valutare il momento in cui noi potremo materialmente processare Igor, ma questo non significa che nelle more non proseguiremo con quegli accertamenti che dobbiamo fare per l'inquadramento complessivo della vicenda".

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LE REAZIONI. La vedova Fabbri. Sollevata e molto dura la vedova del barista Davide Fabbri, Marina Sirica: "Per fortuna lo hanno preso. Quando mi hanno chiamata stamane non ci volevo credere" ripete ai microfono ritrovando grinta e voce: "Ora spero che si faccia giustizia e venga processato, però ci volevano sei morti per catturare questo elemento?". Poi l'affondo:"Non so se qui, in Italia, questa giustizia esiste". Il Sindaco di Budrio. "E' una bella notizia, l'incubo è finito, ma sicuramente questo non porterà in vita le persone uccise" sono le parole del primo cittadino di Budrio Maurizio Mazzanti, che in mattinata è passato a trovare la vedova di Fabbri. Sollievo arriva anche dal ministro Minniti, che spiega come "quel piccolo patto d'onore sottoscritto da coloro che facevano le indagini andava a tutti costi rispettato".  "In questo momento il mio primo pensiero va alle famiglie Fabbri e Verri, vere vittime di questa tragedia che per loro continuera' per sempre". Così commenta il sindaco metropolitano di Bologna, Virginio Merola. "Voglio inoltre esprimere la mia vicinanza alle comunita' di Budrio e Molinella che hanno condiviso il dolore e la rabbia sapendo però mantenere la calma nonostante mesi lunghi e difficili". Più polemico invece il Sindaco di Molinella, Dario Mantovani: "La cattura di Igor non sia il tappeto sotto il quale nascondere la polvere: quando un criminale deve essere espulso, va espulso. Prima che ammazzi due persone".

GLI OMICIDI E LA LATITANZA. Norbert Feher era latitante da nove mesi. I primi fatti di sangue risalgono alla sera del primo aprile, quando una persona armata di fucile e di una pistola (risultata rubata due giorni prima ad una guardia giurata) fece irruzione in un bar di Riccardina di Budrio e, nel tentativo di rubare l'incasso della giornata, uccise con un colpo il titolare Davide Fabbri dopo aver minacciato la moglie. Una settimana dopo, il 7 aprile, avvenne il primo avvistamento durante un controllo a Portomaggiore, nel ferrarese. Le due guardie ambientali di pattuglia vennero prese d'assalto dalla furia del killer che sparò sei colpi di pistola mettendone a segno 5, uccidendo il volontario Valerio Verri e ferendo gravemente il collega Marco Ravaglia. La sua fuga tenne per settimane sotto scacco centinaia di carabinieri e uomini delle forze dell'ordine che gli davano la caccia. Intervennero anche i servizi speciali che lo cercarono giorno e notte tra le campagne di Bologna, Ferrara e Ravenna, con l'aiuto di cani molecolari, elicotteri e droni, ma senza successo. Oggi invece, la svolta.

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