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Igor parla dal carcere: "Da Fabbri per riscuotere credito 10mila euro" | VIDEO

Norbert Feher in videoconferenza confessa gli omicidi e su Verri dice: "Per me era un poliziotto pure lui e dovevo sdraiare tutti e due"

 

Non sarà fatta una perizia psichiatrica su 'Igor il russo'. Lo ha deciso il Gup Alberto Ziroldi, che ha respinto la richiesta della difesa del serbo, al secolo Norbert Feher, detenuto in Spagna e imputato a Bologna degli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri, commessi l'1 e l'8 aprile 2017 a Budrio e Portomaggiore (Ferrara).

Durante il collegamento, di quasi due ore, Igor ha confessato gli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri, dicendo però di aver sparato perché messo alle strette. L'imputato ha anche fatto riferimento a un "codice" nelle azioni e a regole che gli impediscono di dare informazioni su chi lo ha aiutato nella fuga dall'Italia alla Spagna, dove è stato arrestato a dicembre 2017 dopo otto mesi di latitanza.

"Ho sparato a Ravaglia perché aveva una pistola in mano. Poi ho sparato a Verri senza guardare se era armato perché per me era un poliziotto pure lui e dovevo sdraiare tutti e due". Lo riporta su Facebook Francesca Verri, figlia di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria uccisa mentre era di pattuglia con l'agente di polizia provinciale Marco Ravaglia, rimasto gravemente ferito nell'agguato.

Sull'omicidio di Budrio Feher ha detto di essere andato nel bar di Fabbri per riscuotere un credito di 10mila euro. Ma non ha specificato per conto di chi. Ma, in base a quanto raccontato, a lui sarebbe spettato il dieci per cento.

Ha invece detto di non c'entrare nulla con la rapina alla guardia giurata Piero Di Marco, il 30 aprile 2017 a Consandolo (Ferrara) né con l'omicidio del metronotte Salvatore Chianese, nel dicembre 2015 a Ravenna, un ulteriore e precedente delitto per cui è sospettato dalla Procura della città romagnola.

Dopo l'omicidio dell'allevatore José Iranzo nelle campagne dell'Aragona, Igor rimase in zona e non fuggì subito perché voleva recuperare la sua Bibbia, lasciata in un covo.  In seguito al primo assassinio spagnolo, Igor tornò dunque sui propri passi e uccise anche due agenti della Guardia Civil, prima di essere arrestato il 15 dicembre, trovato svenuto ai margini di una strada dove aveva fatto un incidente stradale.

L'elemento della Bibbia conferma la forte religiosità dichiarata dal killer anche nelle sedute con gli psicologi che hanno avuto colloqui con lui in Spagna. Igor non ha invece fornito elementi chiari sul percorso della sua fuga dall'Emilia, da cui fece perdere le sue tracce ad aprile 2017, alla penisola iberica, dove venne ritrovato, appunto, a dicembre. Ha detto di essersi mosso in bici, e con altri mezzi, di aver fatto tappe in Francia, ma non ha mai accennato a complici e non ha voluto rispondere alle domande sul tema.

Così come non ha fornito dettagli particolari sulla sua latitanza: "La natura è casa mia", avrebbe semplicemente detto, spiegando come ha fatto a rimanere nascosto per tanto tempo, sfuggendo a un'imponente caccia all'uomo.

Il processo procede con il rito abbreviato semplice e il 25 marzo c'è la discussione, con la requisitoria del pm Marco Forte e le arringhe di parti civili e difesa. (Ansa)

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