Igor "il russo" trasferito nel carcere di Zuera: più sicuro

Alle 10.30 di ieri Norbert Feher è arrivato nel carcere di massima sicurezza di Zuera da quello di Teruel, considerato inadeguato per un detenuto come il killer serbo

Così come era stato annunciato, Igor "il Russo" è stato trasferito nel carcere di Zuera per ragioni di sicurezza: la prigione di Teruel infatti è stata giudicata non sufficientemente sicura per "ospitare" un detenuto tanto pericoloso. Norbert Feher è arrivato nel carcere di sicurezza alle 10.30 di ieri mattina.

E' stata la stampa spagnola a confermare il trasferimento del killer in una struttura di massima sicurezza dopo una comunicazione arrivata da fonti vicine alla Dirección General de Instituciones Penitenciarias iberica. Sui dettagli c'è naturalmente segretezza. 

Igor "El Ruso" in Spagna ha ucciso prima l'allevatore di Andorra José Luis Iranzo e poi abbattuto due agenti della Guardia Civil Victor Gesù Caballero e Victor Romero, in quella fredda sparatoria che lo ha poi condotto alla cattura. Ma la scia di sangue che il serbo si lascia alle spalle è lunga e il bilancio dei morti potrebbe ancora crescere. 

In Italia, dopo gli omicidi di Davide Fabbri (la reazione della moglie) a Riccardina di Budrio e di Valerio Verri a Portomaggiore Igor era diventato un incubo per una grossa fetta di terra, fra il bolognese e il ferrarese. Latitante da nove mesi, era sempre stato descritto, anche dai suoi ex compagni di cella, come un uomo spietato e abituato a "resistere" anche in condizioni difficili

I SUOI CRIMINI ITALIANI. I primi fatti di sangue in Italia risalgono alla sera del primo aprile, quando una persona armata di fucile e di una pistola (risultata rubata due giorni prima ad una guardia giurata) fece irruzione in un bar di Riccardina di Budrio e, nel tentativo di rubare l'incasso della giornata, uccise con un colpo il titolare Davide Fabbri dopo aver minacciato la moglie.

Una settimana dopo, il 7 aprile, avvenne il primo avvistamento durante un controllo a Portomaggiore, nel ferrarese. Le due guardie ambientali di pattuglia vennero prese d'assalto dalla furia del killer che sparò sei colpi di pistola mettendone a segno 5, uccidendo il volontario Valerio Verri e ferendo gravemente il collega Marco Ravaglia. La sua fuga tenne per settimane sotto scacco centinaia di carabinieri e uomini delle forze dell'ordine che gli davano la caccia. Intervennero anche i servizi speciali che lo cercarono giorno e notte tra le campagne di Bologna, Ferrara e Ravenna, con l'aiuto di cani molecolari, elicotteri e droni, ma senza successo. 


 

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