Incendio alla Stazione Santa Viola: pista anarchica, via a perquisizioni domiciliari

Per il raid incendiario sarebbero stati usati fiammiferi antivento e brandelli di stracci. Una scritta lungo i binari, che sembra tracciata di recente, rimanda ai No Tav. La Polizia ha dato il via a perquisizioni presso abitazioni di appartenenti all'area anarco-insurrezionale

Si segue la pista anarchica (si ipotizza un gruppetto di attentatori) intorno all'incendio di questa notte alla stazione Santa Viola, che ha gettato nel caos la circolazione dei treni.  Dopo che Scientifica e Digos hanno completato i rilievi sul posto, la Polizia di Stato - fanno sapere dalla Questura -ha dato il via a perquisizioni presso abitazioni di appartenenti all'area anarco-insurrezionale.

TRACCE SUL POSTO. A differenza di alcune altre nelle vicinanze, in particolare una scritta "No Tav" trovata nelle vicinanze del rogo risulta fresca e, quindi, si presume che possa essere stata tracciata nella notte: si trova sul muraglione un po' a curva parallelo ai binari.
"Se la scritta sul muraglione è fresca ce lo diranno i rilievi scientifici, ma è una possibilità concreta", spiegano dalla Polfer. Nessun dubbio comunque, già dai primi accertamenti, sul fatto che l'incendio sia di natura dolosa. In particolare, sono stati colpiti i cavi del sistema di gestione e controllo del traffico.

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I PRIMI INTERVENTI. Per l'accensione sono stati usati diversi fiammiferi antivento e brandelli di stracci: gli inneschi inizialmente erano solo tre, posizionati in un raggio di una sessantina di metri, precisa la polizia. Da quanto si apprende, i primi interventi antincendio sul posto sono stati attivati casualmente: "Fortunatamente, avevamo una pattuglia in giro questa notte nell'area - dice la Polfer - I tecnici della ferrovia ci hanno chiamato quando è saltato il primo pozzetto, segnalandoci che la linea era stata interrotta. In due minuti la nostra pattuglia è arrivata sul posto e ha visto le prime fiamme poco prima delle 4.30, alle 4.25. Con mezzi di fortuna, ovvero gli estintori delle nostre autovetture, i colleghi sono riusciti a spegnare i primi focolai. Poi sono intervenuti i Vigili del fuoco a fare il resto". Il tutto è stato reso piu' complicato dalla scarsa visibilità: "C'era una fitta nebbia, bisognava stare attenti a dove mettere i piedi. A cinque metri non si vedeva nulla", conclude Amato. Finora, a subire i disagi maggiori di circolazione sono stati i viaggiatori della tratta Av Milano-Bologna, dei treni ordinari lungo la stessa linea e di quelli della Bologna-Verona.

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