Morti sulle strade, triplicati a gennaio, Sorbi: 'Se distratti l'auto è arma'

I sinistri mortali registrati nei primi venti giorni del nuovo anno sono già il triplo rispetto a quelli di gennaio scorso

FOTO REPERTORIO

I primi 15 giorni del 2018 sono stati "disastrosi per l'area metropolitana di Bologna", dove "i decessi sulle strisce pedonali sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". Mauro Sorbi, presidente dell'Osservatorio regionale per l'educazione alla sicurezza stradale, prende spunto dagli episodi di cronaca degli ultimi giorni per lanciare l'allarme, nel corso di un evento pubblico in Prefettura a Bologna, su quanto sta accadendo sulle strade del bolognese dove, dichiara senza mezzi termini, "sta avvenendo una strage".
Parlando con i cronisti,

Sorbi afferma che "è necessario cambiare cultura: l'auto è diventata un'arma, e troppo spesso guardiamo ma non vediamo" le altre persone in strada, in particolare pedoni e ciclisti. La prima cosa da fare, secondo il presidente dell'Osservatorio, è "essere più attenti quando si guida, perché non possiamo pensare di mettere un agente ogni 100 metri per controllare". Un altro problema grave, sottolinea Sorbi, è rappresentato dal mix, spesso letale, tra "alcol, velocità e distrazione".

Il numero uno dell'Osservatorio regionale ne ha anche per i pedoni, che dovrebbero "stare attenti, attraversare sempre sulle strisce e rendersi il più possibile visibili", e chiude dicendosi certo che, almeno in alcune zone, "sarebbe utile una maggiore illuminazione", da realizzare anche con "strisce pedonali luminose".

Le proposte di Sorbi sono condivise dall'assessore comunale alla Mobilità Irene Priolo, che si dice favorevole all'idea di installare le strisce luminose "in quei punti dove l'illuminazione è scarsa" e ricorda che Palazzo D'Accursio "ha deciso di raddoppiare gli investimenti sulla sicurezza stradale, passati da 800.000 a 1,6 milioni all'anno".

Tuttavia, l'assessore osserva anche che "il fatto che gli ultimi incidenti siano avvenuti sulle strisce, quindi in un ambito che in teoria dovrebbe essere 'protetto'", mostra che bisogna lavorare "non solo sulle infrastrutture, ma anche su una campagna comunicativa efficace, perché evidentemente c'è un problema di comportamenti".

Il problema principale è ovviamente quello della distrazione di chi guida, come dimostra il fatto che, "stando ai dati, gli utenti più esposti sono per il 50% pedoni e nel restante 50% dei casi ciclisti, con una prevalenza di over 65 coinvolti in incidenti", ma secondo Priolo "incidono negativamente anche la distrazione degli utenti deboli e l'uso degli smartphone, su cui dovremo pensare ad una campagna informativa più puntuale assieme alla Polizia stradale e agli altri organi coinvolti".

Infine, l'assessore raccoglie anche l'invito del dirigente della Polstrada di Bologna, Alberto Tricoli, a "promuovere, tramite gli Osservatori provinciali delle Prefetture, un'analisi delle strade più a rischio", ricordando che il Comune di Bologna ha già svolto un'operazione simile e dicendosi disponibile, "se il prefetto vorrà ospitarci in un tavolo interistituzionale", a condividere i dati raccolti. (AMA/DIRE)

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