La Comunità Papa Giovanni XXIII replica a Rizzo Nervo sulla pillola del giorno dopo

"Evitare affermazioni dogmatiche là dove non ci sono certezze. Non ci sono certezze, infatti, sulle modalità di azione della Pillola del giorno dopo"

Dopo che l'argomento sul contraccettivo è stato affrontato in sede di consiglio comunale dall'Assessore Luca Rizzo Nervo, arriva la replica di Giovanni Ramonda, Responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII: "Pillola del giorno dopo: non diamo informazioni fuorvianti. La vera emergenza è aiutare le mamme e coppie in difficoltà".

LA NOTA STAMPA: "Nei giorni precedenti il Natale alcuni articoli di cronaca hanno riportato le affermazioni dell’assessore bolognese alla sanità Rizzo Nervo, in risposta ad una interrogazione del consigliere Melega, in merito alla fruibilità della cosiddetta “Pillola del giorno dopo”. Secondo tali affermazioni l’assessore avrebbe ribadito che si tratta di un “metodo contraccettivo e non di un  metodo  abortivo” annunciando un grande impegno per rendere “disponibile la  contraccezione  d'emergenza  24 ore su 24”, tanto che alcuni giornali hanno titolato “Pillola del giorno dopo 24 ore su 24” e “Bologna dichiara guerra agli obiettori”.

A questo proposito come Comunità Papa Giovanni XXIII, da molti anni impegnata anche nel territorio bolognese a fianco della donne e delle coppie in difficoltà nel portare avanti una gravidanza, vorremmo fare alcune considerazioni. Proprio quell’approccio laico” rivendicato dall’assessore Rizzo Nervo su questi temi dovrebbe indurre ad  evitare affermazioni dogmatiche là dove non ci sono certezze. Non ci sono certezze, infatti, sulle modalità di azione della Pillola del giorno dopo: per questo il Tar del Lazio ha imposto di inserire nel bugiardino l'eventualità che possa avere un effetto abortivo, e il Comitato Nazionale di Bioetica (organo consultivo del Consiglio dei Ministri) ha riconosciuto il diritto di medici e farmacisti a scegliere in questa materia l’obiezione di coscienza.

"Anche recenti articoli scientifici apparsi sulla letteratura internazionale affermano che non è spiegabile un'”efficacia” della pillola così elevata solo con l'azione contraccettiva: qualora l'ovulazione fosse già avvenuta essa non avrebbe nessun effetto. Invitiamo pertanto le istituzioni pubbliche a non diffondere informazioni fuorvianti in materie così delicate. Allo stesso tempo ci permettiamo di sottolineare come la vera emergenza oggi per le donne e le coppie che si trovano a vivere una gravidanza difficile non sia quella di rendere immediatamente e facilmente disponibile un metodo per interromperla, ma trovare qualcuno che le aiuti ad affrontare insieme le difficoltà".

"Nella nostra esperienza di aiuto alle mamme e coppie in difficoltà abbiamo constatato che dietro la drammatica scelta di interrompere la vita di un figlio c’è sempre un senso di abbandono, di solitudine, di disperazione nell’affrontare problemi come le difficoltà economiche, la mancanza di lavoro o di una abitazione adeguata. A volte ci sono anche casi di vera e propria induzione all’aborto con minacce, violenze fisiche e psicologiche, ricatti da parte di familiari o magari del datore di lavoro".

"In questa giornata che la Chiesa dedica alla memoria dei Martiri Innocenti, invitiamo tutti ad unire le forze per offrire ogni aiuto possibile alle donne e alle coppie in difficoltà a portare avanti una gravidanza: solo così si può garantire la vera libertà, che non può mai tradursi nel sopprimere una vita umana".

Giovanni Ramonda Responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII

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