sabato, 25 maggio

Legalizzazione Droga: è scontro su web tra Vasco e Serpelloni

"Caro Vasco Rossi, l'alternativa agli spacciatori in Italia c'é già", così dalla presidenza del Consiglio dei ministri in risposta alla provocazione del rocker che scrive "legalizzare non risolve problema, ma riduce danni"

Redazione12 agosto 2012
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"Caro Vasco Rossi, l'alternativa agli spacciatori in Italia c'é già." Così, attraverso una lettera aperta, il capo del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Serpelloni, risponde a Vasco Rossi che proprio ieri sulla sua pagina Facebook aveva scritto un post sostenendo che "la legalizzazione degli stupefacenti rientra nella 'cosiddetta 'politica della riduzione del danno'. Che non risolve magicamente il problema ma, come in tutti i problemi della vita, si cerca di ridurre i danni delle disgrazie che capitano!...che non si possono evitare (né prevenire!) tutte!".

"Egregio signore - scrive Serpelloni - credo sia giusto che Lei sappia che per il nostro Dipartimento le persone tossicodipendenti sono prima di tutto persone e poi dei malati che devono trovare comprensione, accoglienza ma soprattutto cure adeguate e il più tempestive possibili. Certamente non devono essere criminalizzate ne emarginate per aver sviluppato una dipendenza a cui sono arrivati per aver voluto volontariamente quanto incoscientemente sperimentare sensazioni ed esperienze chimiche che hanno fatto saltare i loro meccanismi cerebrali di controllo. E' giusto ricordare però che nel nostro paese tutte queste persone hanno in ogni momento una concreta alternativa allo spacciatore. E questo va detto molto chiaramente perché è una fortuna per loro se la vogliono cogliere. I dipartimenti per le dipendenze (Sert e Comunità terapeutiche) possono fornire loro infatti in ogni momento e tempestivamente qualsiasi tipo di cura, supporto psicologico, sociale e legale. Basta chiedere e in pochi giorni si hanno cure efficaci ed alternative alle droghe, ai devastanti danni che provocano e agli spacciatori". "In Italia - prosegue la lettera aperta al Blasco - ci sono più di 500 servizi pubblici e 1000 comunità terapeutiche con più di 6000 addetti specializzati (medici, psicologi, assistenti sociali, psichiatri ecc) che forniscono assistenza gratuita e di alto livello a piu di 180.000 persone. Come vede le alternative immediate allo spacciatore esistono per tutti, cosi come alla legalizzazione che non farebbe altro che far aumentare i consumi (e quindi i consumatori) rendendoli più facili e accessibili senza affrontare il problema. Credo che dare un alternativa credibile, sostenibile e di guarigione a queste persone sia dare una speranza migliore che vederle comunque ancora una volta consegnate permanentemente alla droga. Queste persone vanno difese, accudite e sopratutto curate per riportarle il prima possibile ad una vita piena, autonoma, creativa e libera da tutti i condizionamenti, siano essi di uno spacciatore, di una sostanza, di una politica non condivisa o di uno stato che forse Lei ritiene repressivo. 'Libero di essere libero' è lo slogan del Dipartimento Politiche Antidroga e credo che mai come in questo caso sia attuale e pertinente, lontano da tutte le droghe e dalla loro legalizzazione. Buona Agosto signor Vasco Rossi".

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1 Commenti

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  • Avatar di giorgio

    giorgio Davanti ad una risposta del genere si vede benissimo come è stato trattato e si continua ad amministrare il tema droga in italia, il proliferare di comunità terapeutiche nella maggior parte dei casi costose e non accessibbili a tutti, un buon affare per medici psicologi assistenti sociali che incrementa un indotto assistenziale non di poco conto per non parlare delle strutture penitenziarie stracolme di persone che fanno uso o hanno fatto uso, commettendo reati per causa delle droghe che dovrebbero stare altrove in cura. Le attività criminali proliferano aumentando i loro affari e il proibizionismo gioca a loro favore , ma si continua a fare repressione con costi esosi per la pubblica sicurezza a spse dei contribuenti, e risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti, disperazione e miseria per le famiglie che hanno i malati, per spese giudiziarie e recupero e riabilitazione sempre che il malato sia in condizione di volerlo e poterlo fare. Chiaramente da tutto questo calderone di leggi antiproibizioniste, le sostanze in Italia entrano e circolano ugualmente anche perche le fonti e i fornitori non si possono arrestare, e quelle quantità sequestrate perche intercettate come si apprende dalle cronache sono solo la minima parte. Come descritto gli interessi in gioco sull'affare droga sono tanti legalizzare si colpisce il malaffare e gli interessi di chi lucra in ogni direzione e poi smettiamola di fare demagogia profetica appoggiando il concetto che legalizzando si aumenta la platea delle persone che ne fanno uso. Gli effetti delle droghe li conoscono tutti e chi ha deciso malaguratamente di farne uso lo fa e lo farà indipendentemente se legale o meno e non facciamo qualunquismo di interessi con le persone e solo ipocrisia.

    il 13 agosto del 2012