Liberalizzazioni, parola ai negozianti: "Ci guadagnano solo i grandi"

La norma del Governo Monti spaventa i piccoli esercenti: "Come faremo a sostenere i costi?". Ma sulla liberalizzazione Bologna è ancora incerta. Le interviste di Bologna Today

Il negozio di Strada Maggiore

I piccoli commercianti bolognesi scongiurano la liberalizzazione annunciata dal Governo Monti e prevista dalla legge inserita nella manovra correttiva, che va nella direzione di una maggiore libertà economica. La norma prevede che sia il singolo commerciante a decidere l’orario di apertura della propria attività, la mezza giornata infrasettimanale di chiusura e la domenica: questo però solo qualora un regolamento comunale dia seguito alla norma con un accordo fra Comuni e associazioni di categoria. Ecco le dichiarazioni di due titolari, Franco Macchiavelli e Gabriella Piroli di Scaramagli.

SCARAMAGLI. Gabriella Piroli, uno dei titolari del negozio Scaramagli, Strada Maggiore, è contraria alla liberalizzazione degli orari: “Non disponiamo di sufficiente personale per ampliare il nostro orario e poi, visto che saranno tutti aperti chi ci assicura che i guadagni siano sufficienti a coprire queste spese? Per la grande distribuzione è un’opportunità, per noi assolutamente no visto che il pubblico resta sempre lo stesso. Visto l’assortimento dei nostri prodotti abbiamo bisogno di 8/9 persone al servizio dei clienti.

MACCHIAVELLI. Gastronomia Macchiavelli, via Oberdan: il titolare, Franco Macchiavelli dichiara: “Onestamente non ho ancora capito bene se e quali regole potrebbero esserci sulla liberalizzazione degli orari, certo è che per attività come la nostra (pochi dipendenti o conduzioni familiari) ci sarebbero solo svantaggi. Non posso permettermi neppure l’orario continuato, figuriamoci aperture oltre le 20 e la domenica, mentre per i grandi distributori non cambierebbe nulla visto che fra domeniche di aperture straordinarie e orari elastici sono sempre aperti”. Macchiavelli sottolinea come i turni diventerebbero disumani, visto che il personale ristretto si ritroverebbe a dover coprire orari esagerati con guadagni che molto probabilmente resterebbero pressoché invariati. “Altro fattore importante – sottolinea ancora il titolare del negozio – i clienti dovrebbero girare con un taccuino con gli orari dei vari negozi: sarebbe disorientato”.
 

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