Accusa di "dittatura gender" al liceo Laura Bassi: gli studenti non ci stanno

Per la Rete degli studenti Emilia-Romagna si tratta di "attività e iniziative in cui si parla di amore". Attacchi da destra e Provita

Per la Rete degli studenti Emilia-Romagna si tratta di "attività e iniziative in cui si parla di amore e il Liceo Laura Bassi: i rappresentanti optano per qualcosa di diverso, che poche volte abbiamo visto realizzare in una scuola italiana. Come usare San Valentino nel migliore dei modi se non parlando di sesso sicuro, comunità LGBTQI+ e femminismo? Studentesse e studenti, professoresse e professori, dirigente scolastico e personale ATA in modo unanime organizzano un’assemblea d’istituto inclusiva, completa e che concilia perfettamente l’utile al dilettevole con spazi dedicati all’educazione sessuale, al mondo Drag e all’esplorazione dell’identità personale". 

Il programma del 14 febbraio quindi non è andato a genio ad acluni esponenti della destra, come Fratelli d'Italia che in twitt ha parlato di "Dittatura Gender a scuola! Drag queens, identità di genere, gay sex education: ecco le "lezioni" in programma in assemblea di istituto in un liceo di Bologna. Solo io ritengo assurdo che gli studenti siano obbligati a subire la solita propaganda ideologica cara al pensiero unico?"

Si sollevano anche i Provita&Famiglia: "Incredibile come oggi i ragazzi, dopo la maturità, escano dalle scuole senza conoscere i grandi classici della letteratura o addirittura senza avere le nozioni minime di storia o di geografia, ma sono tenuti a sapere di tutto e di più sul sesso, ovviamente inteso come pura genitalità. Ma non solo, di fronte alla dilagante emergenza educativa, anziché cercare di correre ai ripari con programmi didattici e pedagogici ad hoc, che mirino allo sviluppo sereno delle relazioni interpersonali e invoglino i ragazzi ad amare la ricerca della verità e del sapere, si infarcisce loro la testa di idee astruse che portano semplicemente alla distruzione della loro identità. A che giova ad un adolescente avere una scorta di preservativi gratuiti in tasca, quando non gli vengono nemmeno fornite le basi di un’autentica educazione sentimentale, in cui l’altro è visto come un essere in relazione degno di ascolto e di rispetto e non come un mero oggetto sessuale finalizzato a soddisfare i suoi bisogni puramente istintuali? E la “gay sex education” a che serve se vengono meno i presupposti elementari dell’educazione stessa? Davvero è una cosa bella per i nostri ragazzi buttare un’intera mattinata di studio per dedicarsi a scrivere cartelloni in cui, ad esempio si schematizza il concetto di “pansessualismo”, definendolo come l’attrazione sessuale verso chiunque “indipendentemente dal proprio genere di appartenenza”, come se l’identità psichica di ognuno di noi prescindesse dal dato essenziale della nostra sessualità? Cosa produce tutto questo se non un’ulteriore crisi di identità nei giovani? E infine è lecito chiedersi chi ha chiesto alla scuola di occuparsi di questi argomenti e soprattutto se i genitori ne fossero informati, perché una scuola veramente “inclusiva” la prima cosa che deve includere è la priorità educativa dei genitori stessi". 

“Parole vuote - per la Rete degli studenti Emilia-Romagna - strumentali e che descrivono un’ideologia di fondo bigotta e non volta, come si dichiara, ‘al benessere dei giovani’; nascondere, omettere, censurare temi che toccano ogni individuo e in particolar modo gli adolescenti ha come obiettivo l’omologazione e la conservazione a priori di un’identità tradizionale.” dichiara Alexander Fiorentini, Coordinatore Regionale “Sosteniamo pienamente il Liceo Laura Bassi, i rappresentanti e il Dirigente Scolastico, che in seguito agli attacchi hanno risposto restando fermi sulla loro posizione, difendendo la libertà degli studenti. Rompiamo il silenzio, abbattiamo i tabù”.

gender-6“Le Assemblee d’Istituto - continua Fiorentini - puntano a trattare tematiche di attualità, e la nostra generazione è molto interessata a questi temi. Quest’assemblea infatti è stata quella con più affluenza negli ultimi 5 anni. Un vero traguardo per noi. Crediamo che sia proprio sui banchi di scuola che debba nascere la voglia di amare e rispettarsi l’un l’altro cercando di sviluppare coscienza e conoscenza. Insomma, è a scuola che bisogna intervenire per cambiare. Solo così potremo insegnare e insegnarci che l’amore, la sessualità e l’affettività non sono un tabù e che bisogna essere liberi” conlude.

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