La Bologna trasgressiva dei club privè e degli scambisti

Un giro fra i club e qualche chiacchiera con i frequentatori rigorosamente anonimi: "Per vivere queste esperienze ci vuole maturità, per questo si vedono coppie d'età". Uno dei titolari: "Abbiamo regole e divieti che ci tutelano"

Uno dei club bolognesi

Una città sotto la città fatta trasgressioni, appuntamenti al buio ma anche regole ferree da rispettare. E' il sottosuolo dei privè, dei locali per scambisti, dei night e delle feste a sfondo erotico, un underground popolato da quella "gente della notte" un po' prevedibile e un po' insospettabile. Sui motivi che portano verso esperienze come lo scambio i nostri intervistati confermano motivazioni legate a una ricerca di 'vivacità' per la coppia, alla condivisione di un desiderio o semplicemente alla voglia di sentirsi diversi e anticonformisti.

I single, altrettanto semplicemente (per un 95% uomini), ammettono che le ragioni sono legate al divertimento senza pensieri e a esperienze extraconiugali senza coinvolgimenti sentimentali: "Frequentare i night club non significa essere incapaci di approcciare l'altro sesso, ripiegare su una sorta di piano di riserva - spiega A.D, uomo di 37 anni - ma soltanto volersi divertire con delle ragazze che non si conoscono arrivando dove è concesso. Si trascorrono serate divertenti anche insieme agli amici: c'è chi non vede l'ora di organizzare un addio al celibato e chi invece è coerente e lo fa quando ne ha voglia". 

Ma come funzionano invece i locali per scambisti e quali sono i più famosi in città? "I club privè di Bologna sono diversi, ognuno con delle caratteristiche particolari - spiega un frequentatore 'quasi' assiduo come si definisce lui stesso - Io e mia moglie li abbiamo provati più o meno tutti, ma ci siamo spostati anche fuori città e in altre regioni dove si rischia meno. Il rischio è incontrare un collega, un conoscente, un vicino di casa...". Con che frequenza li venite qui e che tipo di utenza trovate? "Un paio di volte al mese. A seconda delle serate, ma per la maggiore gli utenti sono persone adulte, diciamo dai 40 anni in su. Ci è capitato di incontrare delle persone più giovani, ma spesso erano solo dei curiosi e non hanno partecipato molto, forse volevano prima capire come funziona. Per condividere un'esperienza del genere con il proprio compagno o la propria compagna creado si debba avere una certa maturità, sia sessuale che di coppia". 

Il titolare di uno di questi locali precisa che la discrezione deve essere massima (e per questo non vuole rilasciare alcuna intervista su quello che accade all'interno del suo club) e che tutto deve essere assolutamente in regola, visto che oltretutto i controlli delle forze dell'ordine avvengono costantemente: "Tutto quello che avviene qui dentro resta qui dentro. E non è detto che succeda sempre qualcosa, c'è anche chi qui viene solo a bere qualcosa al bar. Quello che viene maggiormente richiesto dai clienti è la pulizia, l'igiene, sia del luogo che delle persone che lo frequentano. Non è raro trovare in giro disinfettanti".   

E il punto di vista delle donne? "Ci sono andata una sola volta e l'esperienza non è stata male - racconta L.M., 34 anni - All'inizio bisogna capire bene come funziona, ma poi tutto fila liscio, anche perchè di solito le regole sono sempre le stesse: ci si deve tesserare perchè sono tutte associazioni, non bisogna fare nulla per forza, ci sono luoghi riservati alle sole coppie dove è possibile appartarsi e un no deve essere un no. Le donne e le coppie pagano poco (10 euro) o entrano gratis, i single maschi devono corrispondere somme che arrivano anche ai 150 euro". 

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