Lucio Dalla, intervista al cugino: 'Non era Marco Alemanno il suo compagno'

Simone Baroncini, il familiare più vicino a Dalla, annuncia il silenzio stampa imposto dal curatore, ma si lascia andare a qualche confidenza: "Ora mi vedo con Marco, dette falsità su di lui..."

Simone Baroncini, cugino di primo grado di Lucio Dalla, apre l’intervista premettendo “Il curatore testamentario mi ha chiesto di rispettare, da oggi, il silenzio stampa per poterlo far lavorare in tranquillità”. Infatti in queste ore si lavora al censimento dell'enorme eredità lasciata dal cantautore, alla ricerca di un eventuale testamento e si discute di una fondazione a suo nome.
Ma in Baroncini la voglia di parlare di un “cugino di cui è orgoglioso, un genio della musica del nostro secolo” è tanta, soprattutto se si tratta di smentire alcune “voci” insistenti e polemiche che hanno riempito le pagine dei giornali “mancando di rispetto” a un sentitissimo lutto per l’Italia intera.

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Vi frequentavate molto lei e Dalla? Come ha vissuto l’affetto che Bologna ha dimostrato a Lucio? A periodi, compatibilmente con le nostre tournee, visto che anche io lavoro nella musica, anche se classica. Siamo andati spesso in vacanza insieme e abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto per mesi. Avremmo dovuto lavorare insieme alla Carmen…Personalmente sono letteralmente impazzito per l’incredibile sincerità della gente, che ha riempito la Piazza di emozioni. Questo era Lucio.

Quali gli sviluppi attorno alla Fondazione? Alemanno avrà un ruolo al suo interno?Non è ancora un discorso netto, c’è molta energia attorno al progetto e ci piace molto l’idea. E’ una cosa che richiede del tempo ed è presto per parlarne, ma direi che Marco Alemanno non avrà il compito di gestire le attività della Fondazione”. A proposito di Marco Alemanno, è a Bologna? “Certo, lui vive a casa di Lucio, in via D’Azeglio. Ci vediamo proprio adesso per un cappuccino insieme”.
Come commenta le polemiche nate dall’ancora solo presunta omosessualità di Lucio Dalla? “Lei è di Bologna? – risponde con una domanda Baroncini - E sa con certezza che Lucio fosse gay? L’ho visto spesso con delle donne, mentre pur essendo stato in vacanza con lui alle Tremiti (anche con Marco Alemanno) non ho mai notato più di un profondo affetto fraterno, anzi, paterno da parte di mio cugino nei confronti dell’amico e collega.

Un senso del privato che conferma anche Paolo Pagani (Trattoria da Vito ndr), amico da sempre: “Gelosissimo della sua sfera privata, non ha mai ostentato le sue preferenze neppure con gli amici più cari. Io stesso non potrei dire nulla sui suoi amori”. Ma allora da dove nasce la voce che Lucio fosse omosessuale? “Dal fatto che nella sua vita ha convissuto spesso con degli uomini, come fu per Ron e come era fino a qualche giorno fa con Marco, che ha sempre presentato come amico. "Fra l’altro Alemanno è fidanzato con una ragazza. Non l’ha vista la giovane donna che gli stava al fianco durante i funerali?” dice il cugino Baroncini.

Pensi non avesse scritto alcun testamento? Chiediamo sempre a Paolo. “Non direio. Era in ottima salute e non credo l’abbia mai sfiorato il pensiero di lasciarci così giovane. E’ nell’uomo occidentale d’altronde, pensare solo alla morte altrui”.

Sul sentimento religioso di Dalla nessuno ha dubbi: “Era sinceramente e profondamente religioso, anche se non “bigotto”- racconta l’amico – e questo da sempre”. Adesso basta sporcare il suo nome con l’invasione della sua privacy”.
 

 

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