Lucio Dalla | Lucia Annunziata: Gay, chiesa “ipocrita”

"Ti seppelliscono in cattedrale se non dici che sei gay", ipocrisia su omosessualità per la giornalista. Accuse pure dal mondo omosex. Aldo Busi affonda: "Dalla, Chierichetto furbastro". Via twitter si apre il 'caso'

All’indomani dell’ultimo, commovente e partecipatissimo addio a Lucio Dalla, si discute animatamente su quotidiani e social network dell’accusa di ipocrisia mossa ieri dalla giornalista Lucia Annunziata nei confronti della Chiesa (VIDEO ATTACCO ANNUNZIATA). Anche lo scrittore Aldo Busi, omosessuale dichiarato, accusa Dalla di essere stato vicino all’Opus Dei, ma di non aver mai mosso un passo per chi era gay, come lui. Qualcuno sul web scrive di Marco Alemanno: “Basta parlare di corista e collaboratore: era amore e lo si è visto dalla disperazione con cui lo ha salutato”(VIDEO ALEMANNO IN CHIESA).

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LUCIA ANNUNZIATA. Durante la diretta da Piazza Maggiore per il suo programma “In mezz’ora”, Lucia Annunziata fa scoppiare una polemica sull’ipocrisia tutta italiana legata all’omosessualità: “Dalla era probabilmente uno degli esempi più forti di come si vive in Italia la vicenda gay. Va tutto bene e ti seppelliscono anche in una cattedrale con tutte le benedizioni della Chiesa e del caso se non dici di essere gay. Alla fine questo sembra essere un simbolo di quello che siamo: un permissivismo, basta che ci si volti dall’altra parte”.

L’ATTACCO DI BUSI. Pure lo scrittore Aldo Busi è molto duro nel commento che dedica a Dalla, definendolo addirittura un “chierichetto furbastro”. “Un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotte della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l'omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata”. Ho sempre pensato – prosegue lo scrittore omosessuale - che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro - le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all'autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta - e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l'arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.

CRAXI, OPUS DEI E L’ANGELO CUSTODE. “I ben documentati rapporti di Dalla con Craxi e l'Opus Dei, nonché con l'angelo custode che dichiarò di avere visto al suo fianco – continua Aldo Busi - me lo rendono poi addirittura indigesto, per amore della pila sapeva individuare bene dove andare a fare il baciapile, non erano certo le protezioni in alto loco a mancargli, era trasgressivo dove esserlo è di moda e alla portata di qualunque reazionario di mondo, anche se gli sono debitore di molte risate allorché fece un programma televisivo con Sabrina Ferilli in cui si sforzava di dare a vedere che la desiderava - invano, per sua fortuna, e non certo perché fosse di una struggente laidezza fisica.

<< LA REPLICA DEL PADRE CONFESSORE DI DALLA>>

MARCO, SEMPRE CON LUCIO. ANCHE IL SACERDOTE SI RIVOLGE A LUI. Marco Alemanno, attore di 32 anni, da qualche anno fa parte della vita di Lucio Dalla. Non era un mistero: era con lui quando si è sentito male in Svizzera e padre Boschi, il confessore di Dalla, gli ha rivolto un pensiero affettuoso, chiamandolo per nome, durante l'omelia: “Vero Marco?”. Marco ha parlato d'amore e su questo non c'é dubbio. Un amore, però, che sta stretto nelle etichette: Lucio Dalla non ne ha mai usate, pubblicamente, per definire il suo rapporto con Marco. Etichette che hanno suscitato le polemiche di chi su Twitter si indigna perché i media italiani sono timidi a definirlo 'il suo compagno' o storce la bocca perché in una Chiesa, in un funerale organizzato da una Curia come quella di Bologna, si è dato spazio alla pubblica manifestazione di un rapporto di questo tipo. Marco ha voluto dire grazie ad un uomo che lo ha fatto emozionare e gli ha regalato parte di sé, rifiutando di essere, di volta il volta, 'l'amicò, 'il collaboratore', 'il corista', 'il compagno'. Ma essendo, semplicemente, Marco.

I COMMENTI SU TWITTER. E il dibattito è scoppiato anche su Twitter, con i commenti della gente comune all’addio a Lucio da parte di Marco Alemanno, in lacrime durante la lettura di “Le Rondini”: "Ho pianto con Marco Alemanno... che splendida dichiarazione d'amore", "Sentite condoglianze a Marco Alemanno per la morte del suo compagno Lucio Dalla", "Anche io sono indignato se sento parlare di Marco Alemanno come un amico e un collaboratore di Lucio Dalla. E' amore, bigotti", si legge sul social network. Moltissimi sono i commenti di questo tenore, che sottolineano anche il fatto che questo discorso sia avvenuto in una Chiesa.

IL COMING OUT DELLA POLIZIOTTA. E il collegamento della Annunziata prosegue con le testimonianze di due omosessuali, un uomo e una donna, che lavorano nell’arma. Simonetta, della Polizia Municipale di Bologna e lesbica dichiarata dice di aver avuto “Un coming-out sereno grazie anche all’appartenenza a una città come Bologna, una città aperta”. Ma alla domanda su Lucio Dalla anche lei ammette: “Non l’ho mai sentito dire di essere omosessuale”.


 

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