Lavoro, 'Magneti Marelli in vendita': sindacati preoccupati, incontro con vertici Fca

Centinaia i posti in ballo tra Bologna e Crevalcore. La Fiom inizia una campagna sotto le Due Torri

Dopo la Ex Breda, la Magneti Marelli. Fatte le dovute proporzioni, su un altro grande stabilimento in città si affaccia l'incognita sul suo futuro. I sindacati hanno alzato l'attenzione sulla storica affiliata al gruppo Fca, il cui però destino sembra essere quello dello sganciamento dal colosso dell'automobile italoamericano.

"Da domani (oggi, ndr) parte la campagna della Fiom negli stabilimenti di Magneti Marelli" riferisce una nota la Fiom Cgil. Secondo le tute blu "La proprietà ha, viste le informazioni pubbliche mai smentite, cambiato idea: in assenza di comunicazioni formali la notizia è che Magneti Marelli è in vendita. Lo scenario sarebbe quindi completamente diverso da quello precedente. Mentre con lo spin off la Magneti Marelli sarebbe rimasta di proprietà di Exor (della famiglia Agnelli-Elkan), con la vendita il controllo passerebbe a una nuova società.

Dalle visite che si alternano negli stabilimenti sembrerebbe essere una questione di tempo. Il nuovo management avrebbe quindi "intrapreso la strada di un negoziato con il fondo Kkr. Molte fonti, non smentite dall'azienda, parlano di una trattativa per la cessione a un prezzo che si aggirerebbe tra i 3,23 miliardi ed i 6 miliardi. La cessione porterebbe ad una fusione con la Clasonic Kansei, multinazionale giapponese che opera nel settore dell'automotive in America, Europa, Asia e ha stabilimenti in 15 diversi Paesi e circa 22 mila dipendenti".

La Fiom ha sempre dichiarato "di essere contro qualsiasi ipotesi di spezzatino e di avere l'obiettivo di salvaguardare il sistema industriale italiano della componentistica, di cui Magneti Marelli, sarebbe potuta essere un polo di attrazione per una internazionalizzazione. Lo scenario che sembrerebbe invece proporsi è di una cessione a una multinazionale giapponese. E' necessario che si apra con urgenza un tavolo di confronto con il Governo e la proprietà presso il Ministero dello Sviluppo Economico per garantire l'occupazione e gli investimenti, sia negli stabilimenti di produzione che in quelli di ricerca e sviluppo, anche per impedire la perdita del know how del sistema Paese.

E ancora: "Il Governo deve garantire l'occupazione e lo sviluppo per il futuro dell'automotive ed in particolare della componentistica, anche con un intervento diretto pubblico". La Fiom ritiene "indispensabile che il management di Fca e Magneti Marelli, a fronte dei cambiamenti in corso, apra a nuove relazioni sindacali che riconoscano il ruolo attivo e centrale dei lavoratori. In assenza dell'apertura di un coinvolgimento diretto in un tavolo di informazione e negoziazione, anche alla luce della scadenza del Ccsl, la Fiom discuterà con i lavoratori le iniziative utili a tutelare il lavoro e i diritti". (Dire)

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