Inondazione del Reno, allarme per la chiusa di Casalecchio

L'infrastruttura danneggiata dalla piena straordinaria. Stanziati fondi, ma lavori possibili solo in estate

Foto: DIRE

C'è un'altra 'vittima' dell'alluvione del Reno che ha mandato sott'acqua varie zone del bolognese. E' lo scivolo della Chiusa di Casalecchio. Qui, dice il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno, dove la piena ha toccato un picco di 2,33 metri, si sono avuti "danni ingenti anche sulla antica e monumentale opera idraulica che chiude -da qui il nome- il bacino montano del fiume".

Il mantello in granito che la riveste e protegge è stato parzialmente divelto ed in parte "mosso" per 500 metri quadri, e ora la struttura risulta "scoperta e indifesa". E i problemi non sono finiti. "Il rischio è ora rappresentato dalle possibili prossime piene che, anche se di minore intensità, agirebbero su di un manufatto 'scoperto', quindi facilmente aggredibile", spiega il Consorzio che si è quindi "immediatamente attivato per organizzare il cantiere di riparazione per la prossima estate".

La spesa aggiuntiva, e imprevista, di circa 300mila euro ha comportato una "severa revisione del bilancio preventivo del 2019". I soldi si sono trovati, comunque e ora "non resta che sperare in piogge clementi tali da non aggravare il danno alla struttura ed in una estate che consenta di lavorare con continuità".

La Chiusa di Casalecchio è' uno sbarramento artificiale realizzato a metà del 14esimo secolo lungo il corso del Reno: consente di derivare una parte delle acque del fiume per sfruttarle artificialmente attraverso un canale (il canale di Reno), "il quale ha contribuito in larga parte alle fortune economiche e alla difesa idraulica della città di Bologna dal medioevo fino ai giorni nostri". Lo scivolo del monumentale manufatto è lungo 160 metri e largo 35, con un dislivello di 8,25.

Intanto, Cassa di Ravenna e Banca di Imola per sostenere il ripristino delle attività degli stabilimenti balneari e degli operatori agricoli colpiti dal maltempo che ha danneggiato e compromesso seriamente in particolare colture e frutteti, con l'esondazione di Santerno e Reno, hanno deliberato un plafond di complessivi otto milioni per finanziamenti agevolati.

Saranno riservati a tutti coloro che, entro il 30 aprile, attesteranno di aver subito danni in relazione alle calamità sopra indicate. I finanziamenti agevolati potranno essere erogati per singolo beneficiario fino ad un massimo di 100mila euro ttraverso apertura di credito in conto corrente della durata massima di 18 mesi; finanziamenti chirografari per 48 mesi, da rimborsare con rate mensili, diritti di istruttoria esenti e tassi "particolarmente vantaggiosi"; oltre a finanziamenti ipotecari di 144 mesi, sempre con rate mensili e diritti di istruttoria esenti.

Con questa iniziativa Cassa di Risparmio e Banca di Imola "intendono dare un ulteriore forte segnale di sostegno alle famiglie, agli agricoltori ed agli imprenditori agricoli, supportandoli concretamente nelle difficoltà generate da questi gravosissimi eventi climatici". (Mac/ Dire)

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