Marco Biagi, il ricordo del figlio Lorenzo: 'Mi mancherà per tutta la vita'

16 anni fa l'assassinio del giuslavorista italiano per mano di un commando di terroristi delle Nuove Brigate Rosse. Il figlio Lorenzo, oggi 29enne, ricorda il padre: "Per lui ho creato anche una pagina su Facebook"

Via Valdonica

Lorenzo Biagi è il figlio di Marco Biagi e nel giorno del sedicesimo anniversario dal suo assassinio ricorda un papà che lo portava allo stadio e ai Giardini Margherita, che comprava il gelato a lui e al fratello dopo i giochi o le passeggiate nel verde. Ma perdonare è difficile perchè chi ha ucciso un papà (proprio il giorno della festa del papà) che fuori dalle mura di casa era anche un grande giuslavorista, lo ha condannato a sentire la sua mancanza per sempre

Sappiamo tutti cosa è accaduto il 19 marzo 2002, a 16 anni dall'omicidio come e dove avverranno le commemorazioni quest'anno?

"A Bologna questa mattina verrà depositata dal Sindaco Virginio Merola una corona di fiori (alle 12.00) nella Piazzetta Marco Biagi, nell'ex ghetto ebraico, esattamente di fianco al luogo in cui fu ucciso mio padre. A seguire, nel pomeriggio, verrà celebrata una messa in ricordo di mio padre nella chiesa di San Martino, finita la quale ci sarà la biciclettata dalla stazione fino in Piazzetta Biagi, che ripercorre il tragitto che mio babbo fece quella sera in bicicletta. Inoltre durante la giornata di oggi mio padre verrà ricordato anche durante una seduta del consiglio comunale sempre qui a Bologna. Parallelamente inizierà nella Fondazione Marco Biagi a Modena un convegno di alcuni giorni in sua memoria".

Quanti anni avevi tu allora? 

"Avevo 13 anni e frequentavo la seconda media".

Ti va di ricordare come sei venuto a conoscenza di ciò che era accaduto quasi sotto i vostri occhi e come, nella tua mente, avevi elaborato la tragedia da bambino?

"Quella sera erano da poco passate le 20 e io ero appena tornato da una bellissima gita di classe a Mantova. La mattina era stato proprio mio padre ad accompagnarmi in macchina al ritrovo del pullman sui viali, qui a Bologna, per poi andare al lavoro a Modena, dove insegnava. Io stavo guardando la televisione in camera mia quando ad un certo punto sentii mia madre scendere di corsa le scale urlandomi di rimanere dov'ero perchè avevano ucciso qualcuno sotto casa nostra...Subito dopo vidi anche mio fratello Francesco, che all'epoca aveva 19 anni, scendere velocemente le scale. Il momento più tremendo fu quando, affacciandomi alla finestra di camera mia (da cui si vedono il cortiletto interno e il portone d'uscita) vidi mio fratello rientrare con la bici del babbo e lì capii che la persona che era stata uccisa era mio papà".

Cosa pensi oggi  degli autori dell'assassinio? 

"Per fortuna sono un ragazzo molto credente e questo mi aiuta molto a non provare nessun odio feroce nei loro confronti e la fede mi permette di andare avanti con la mia vita. Questo però non vuol dire ovviamente che io perdoni gli assassini di mio padre perchè lo hanno ucciso, lui non c'è più e mi mancherà per tutta la vita".

Il 19 marzo è anche la festa del papà...quali sono i ricordi più vivi del tuo babbo? Una giornata particolare, una frase che ti diceva spesso o magari un rimprovero...

"Penso ad esempio alla passione per il Bologna, il fatto andare allo stadio tutte le domeniche insieme, il gelato alla Torinese dopo che eravamo stati insieme a mio fratello a giocare a calcio ai Giardini Margherita, o anche le tante passeggiate in montagna". 

Ti guardi allo specchio: somigli a tuo papà? In cosa vorresti aver ereditato da lui? 

"Tutti coloro che mi conoscono e che conoscevano bene anche il mio babbo mi dicono sempre che siamo fisicamente due gocce d'acqua. Ho una sua foto in casa di quando lui aveva circa 25 anni e tutte le volte che la guardo mi sembra di vedermi allo specchio, adesso che ne ho 29".

Hai creato una pagina Facebbok "Mio Babbo Marco Biagi": ci racconti come è nata l'idea e quali sono i suoi contenuti?

"Questa pagina Facebook l'ho creata circa due anni fa, la gestisco personalmente e l'idea di farla deriva dal mio desiderio di mantenere vivo il ricordo di mio padre, in particolare per ciò che riguarda la sua vita e i suoi affetti. Sono molto felice del successo che sta avendo perchè sono davvero tantissime le persone che scrivono o commentano i ricordi che posto. E' una pagina pubblica aperta a tutti quindi chiunque può visitarla ed iscriversi se vuole".

C'è anche una Fondazione dedicata a Marco Biagi: di cosa si occupa? 

La Fondazione universitaria Marco Biagi ha sede a Modena e si è costituita nel dicembre 2002 per poi diventare operativa nel 2003 per volontà della mia famiglia e di alcuni rappresentanti dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. La sua missione e e il suo oggetto sono principalmente quelli di promuovere il rapporto tra Università e mondo del lavoro ed è per questo motivo che vi vengono organizzati ad esempio master, corsi di formazione, tirocini formativi e dottorati di ricerca. Mia madre Marina Orlandi ne è la Presidente e penso sia diventata nel corso di questi anni una bellissima realtà per mantenere vivo non solo il ricordo ma soprattutto il pensiero di mio padre.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Notizie di oggi

  • Incidenti stradali

    Incidente in montagna, camion sospeso su una rupe: morto l'autista bolognese

  • Cronaca

    Violenza sessuale su ragazza, 42enne arrestato in aeroporto

  • Cronaca

    Blocco del traffico, domenica ecologica il 24 marzo: tutte le limitazioni

  • Attualità

    Due nuove bandiere dell'Europa a Palazzo d'Accurso

I più letti della settimana

  • Incidente a San Lazzaro, perde il controllo dell'auto e si schianta contro il guard rail: vivo per miracolo

  • Mamma dimentica figlio di due anni in auto e va a lavoro

  • Morto a 26 anni sotto i portici di via Ugo Bassi, mistero sulle cause

  • Incidente in A1: schianto in auto, un morto e un ferito grave

  • Trasporti, sciopero 24 marzo: disagi per chi viaggia in bus

  • Il cane abbaia forte, i vicini segnalano: il giovane padrone è morto in casa

Torna su
BolognaToday è in caricamento