Presunte firme irregolari, il consigliere Marco Piazza a processo

Con lui davanti al giudice anche un suo collaboratore e una ex attivista. Condanna a sei mesi per un'altre ex millitante. I legali di PIazza: 'Le accuse non reggono, lo dimostreremo in aula'

Andrà a processo per la vicenda delle presunte firme irregolari raccolte dal Movimento 5 stelle in occasione delle elezioni regionali del 2014 in Emilia-Romagna il consigliere comunale pentastellato di Bologna, Marco Piazza. Lo ha deciso poco fa, accogliendo la richiesta del pm Michela Guidi, il gip bolognese Franco Raffa.

Oltre a Piazza, che si era autosospeso dal Movimento dopo aver appreso di essere indagato a fine 2016, andranno a processo anche il suo collaboratore a Palazzo D'Accursio, Stefano Negroni, e l'ex attivista M5s Giuseppina Maracino, accusati come lui di violazione della legge elettorale.

La quarta persona coinvolta nell'indagine, l'ex attivista Tania Fiorini, è stata invece condannata a sei mesi con pena sospesa, avendo scelto di farsi processare con rito abbreviato. Per Piazza, Negroni e Maracino il processo iniziera' il 17 febbraio 2020.

"Non siamo d'accordo con la scelta fatta dal gip, perché abbiamo ampiamente argomentato in merito al fatto che non ci sono ne' le firme suppostamente irregolari, né quelle suppostamente false". Inoltre, "manca giuridicamente l'elemento del dolo, quindi è impossibile essere d'accordo con la scelta del gip, e dimostreremo l'innocenza dei nostri assistiti nel dibattimento".

Davide De Matteis, uno dei legali del consigliere comunale di Bologna del Movimento 5 stelle Marco Piazza e del suo collaboratore Stefano Negroni, non nasconde il proprio disappunto per la decisione del gip bolognese Franco Raffa di rinviare a giudizio i due per la vicenda delle presunte firme irregolari raccolte a sostegno della lista M5s in occasione delle elezioni regionali del 2014.

Al centro dell'inchiesta del pm Michela Guidi, che oggi ha ottenuto il rinvio a giudizio per Piazza, Negroni e Giuseppina Maracino, che collaborò alla raccolta delle sottoscrizioni, ci sono alcune firme prese fuori regione, durante la kermesse pentastellata del Circo Massimo, o disconosciute dai sottoscrittori e certificate come autentiche dal M5s.

Da un lato, dunque, De Matteis nega l'irregolarità delle firme contestate, e dall'altro insiste sull'assenza del dolo. Sul punto, chiosa, "basta ricordare che abbiamo depositato 1.187 firme, e 250 in sede di interrogatorio in Procura, quando per partecipare alle elezioni ne bastavano 875: è quindi evidente che se Piazza e Negroni fossero stati a conoscenza di irregolarità non avrebbero mai depositato" le firme 'incriminate' "e le avrebbero sostituite con delle altre".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giulio Cristofori, che assieme a De Matteis difende Piazza e Negroni, e Luigi De Fatico, legale di Maracino, che si dice "fiducioso di poter dimostrare la non colpevolezza della mia cliente nel dibattimento". (Ama/ Dire)

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