Margherita Bisi: non sarebbero suoi i resti trovati ieri. Ma dove è finita?

Il macabro ritrovamento nei pressi di Sesto Fiorentino ha fatto pensare inevitabilmente a Margherita, sparita in quella zona. Ma era il 2002 e i resti risalirebbero a uno o due anni fa

Margherita Bisi

Si ritorna su un caso di scomparsa rimasto irrisolto (tanti ancora a Bologna, ndr), quello della giovane bolognese Margherita Bisi, allontanatasi dalla sua abitazione all'Arcoveggio il 13 marzo del 2002 e diretta al casello autostradale di Firenze per incontrare un uomo sconosciuto più giovane di lei. Da allora nessuna traccia, neppure dell’auto. Oggi, con il ritrovamento di alcuni resti umani si riapre il caso, anche se gli esami preliminari darebbero risultati non coincidenti.

LE INDAGINI E IL DNA. La procura di Firenze ha disposto che venga eseguito l'esame del Dna sui resti umani trovati ieri sulle falde di Monte Morello, una delle colline che domina la zona nord di Firenze e che alcune ipotesi non confermate ricondurrebbero alla bolognese Margherita Bisi, scomparsa nel marzo del 2002 proprio in quella zona. Sono state trovate alcune ossa, un teschio e brandelli di stoffa, resti di jeans e di un reggiseno. Secondo un primo esame svolto sulla base delle condizioni dei resti, ormai quasi del tutto scarnificati, il decesso potrebbe risalire a circa un anno fa. I brandelli di indumenti farebbero supporre che si trattasse di una donna, ma gli investigatori attendono i risultati degli accertamenti per stabilire il sesso della persona a cui appartengono i resti.

LE DICHIARAZIONI DELLA MAMMA. La madre di Margherita è convinta (come dichiarato ai microfoni di Chi l’ha Visto?, trasmissione che ha seguito il caso in tutte i vari sviluppi) che la figlia sia finita in una situazione molto pericolosa: il giorno della scomparsa Margherita le ha detto che sarebbe uscita con un giovane che "aveva il suo numero da quest'estate". Si tratterebbe però di un ragazzo che lei non aveva mai incontrato: "Forse il numero di Margherita lo ha avuto da un'altra persona. Sicuramente non aveva appuntamento con un uomo conosciuto attraverso le inserzioni".

LA RICOSTRUZIONE. La sera del 13 marzo 2002 Margherita Bisi si è incontrata con un giovane sconosciuto, identificato con Luca Delli. Margherita non aveva preso nulla con sé e dai tabulati telefonici dei due cellulari emerge l’ultima chiamata rilevata è stata effettuata alle 22.58, poi telefono spento. Uno dei suoi due telefonini è stato  trovato in possesso proprio di Delli (che ha confermato di essere proprio lui la persona con cui Margherita Bisi quella notte aveva appuntamento al casello autostradale di Firenze Nord), Luca Delli è un giovane con un passato violento, con precedenti penali. E' in cura presso l'istituto di igiene mentale di Firenze. Lui ha confermato di essere la persona con cui Margherita Bisi quella notte aveva appuntamento al casello autostradale di Firenze Nord. Però ha detto di esserci stato solo venti minuti, di essere poi andato via e di aver visto Margherita Bisi allontanarsi in direzione di Firenze.

LUCA DELLI. Secondo il giornalista di La Repubblica Luigi Spezia, i Carabinieri non avrebbero creduto a questa versione perché, dalla posizione in cui si trovava, Luca Delli (fra l’altro con diversi precedenti violenti) non avrebbe potuto vedere la direzione che avrebbe preso la donna. L'esame dell'auto ha fornito riscontri tali da convincere gli inquirenti che la scomparsa della donna nascondesse qualcosa di molto più grave. Il Maggiore Fedele a questo proposito ha precisato: "Abbiamo trovato nel sedile anteriore destro una macchia di sangue e, vicino, altre macchie che potrebbero essere di liquido seminale ma che ancora non sono state analizzate dal Ris di Parma.

ASSOLTO NEL 2008. La Corte d'Assise d'appello di Firenze, giudicando in sede di rinvio, ha assolto con formula piena, ''per non aver commesso il fatto'', Luca Delli, che era accusato di omicidio e occultamento del cadavere. Il Procuratore Generale aveva chiesto la condanna di Delli a 23 anni di reclusione, la stessa inflitta all'uomo sia in primo grado che al termine del primo processo di appello. Ma la Cassazione, accogliendo il ricorso dei difensori aveva annullato quella sentenza ''per mancanza di movente, che nei processi indiziari svolge la delicata funzione di elemento catalizzatore degli indizi'' e aveva disposto che venisse rifatto il processo d'appello.
 

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