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Test di Medicina, in fiera quasi in 4mila per 400 posti\VIDEO

L'Alma Mater pensa alla Romagna per aprire nuovi corsi di laurea

 

Più di 3.600 candidati per meno di 400 posti: stamattina si è svolto in fiera l'atteso test di ingresso per le facoltà di Medicina e Odontoiatria. Quest'anno l'Università di Bologna offre 374 posti per Medicina (lo scorso anno erano 320) e 39 per Odontoiatria, nove in più rispetto allo scorso anno accademico.

"Purtroppo i numeri sono ancora insufficienti rispetto alle richieste e alle motivazioni", ammette il prorettore agli studenti Mirko Degli Esposti, che era in fiera per seguire le operazioni. A pesare è l'ulteriore aumento dei candidati che sono passati dai 3.287 dello scorso anno ai 3.616 del 2019-2020.

"Quest'anno - sottolinea il prorettore - abbiamo aumentato del 20% il numero delle persone che possono essere ammesse a medicina, ma è un problema nazionale. Il nostro paese ha un bisogno urgente di medici preparati e va tolto l'imbuto delle scuole di specializzazione. Posso dire che abbiamo una materia prima eccezionale, centinaia di ragazzi preparati e motivati che vogliono diventare medici".

Qualche piccolo disguido non è mancato: diversi ragazzi si sono presentati dopo la chiusura dei cancelli e hanno protestato perché non sono stati ammessi alla prova. Il test è cominciato alle 11 ma alle 10.20 non si poteva più entrare nel padiglione della prova. "Mi dispiace molto se qualcuno è rimasto fuori perché è arrivato in ritardo ma la complessità di una prova con 3.600 candidati richiede che non ci si possa presentare venti minuti prima. Dentro - afferma ancora Degli Esposti - posso assicurare che c'è un clima ordinato e perfetto".

Il bando comunque, ricorda il prorettore, "dice chiaramente che i candidati dovevano essere qui alle otto del mattino. Alle 10.20 quando abbiamo chiuso i cancelli non c'era nessuno nel piazzale".

Rispetto allo scorso anno sono aumentati, da 50 a 90, anche i posti del corso di medicina e chirurgia in inglese. Salgono però anche qui i candidati, da 1.225 a 1.284. Lievitano anche i pretendenti per le professioni sanitarie, dai 2.389 dello scorso anno accademinco ai 2.456 di quest'anno (mentre cala lievemente il numero dei posti a disposizione, da 870 a 865). In leggerissima discesa invece leggermente i candidati per veternaria, che sono 702 contro i 713 dello scorso anno. Ma ci sono appena 77 posti.

Medicina in Romagna

A Bologna non c'è più posto e così l'Università pensa di aprire corsi di medicina e chirurgia anche in Romagna, a Ravenna o a Forlì. Sono già stati fatti anche sopralluoghi per le sedi, ma per fare decollare defintivamente il progetto serve l'intervento di Regione e Comuni.

L'aumento dei posti a disposizione a Bologna deve fare i conti con il boom di candidature (oltre 3.600 quest'anno) ed ecco l'idea, gia' presentata dal rettore Francesco Ubertini, di aprire altri corsi nei poli romagnoli, in collaborazione con l'Ausl Romagna. "Noi siamo pronti, ma non è una strada che possiamo percorrere da soli", avvisa Degli Esposti, chiamando in causa viale Aldo Moro e i sindaci interessati.

"Non abbiamo la bacchetta magica- dice Degli Esposti a proposito del gap tra posti a disposizione e numero di candidati per il corso di medicina e chirurgia dell'Alma mater- sarebbe bello raddoppiare gli studenti a Bologna, ma questo non è realisticamente possibile con le risorse che abbiamo a disposizione". Ma il fatto che l'Università di Bologna abbia una struttura multicampus, con sedi nelle citta' romagnole, "apre una prospettiva". (Dire)

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