Privatizzazione mense scolastiche, pressing dei genitori sul Comune. Cgil: 'No svendita Seribo'

Convocata assemblea dei genitori: sul tavolo di discussione l'appalto, ma anche la possibilità di portarsi il pasto da casa e la richiesta di una immediata riduzione delle tariffe. Intanto Cgil e lavoratori della refezione in piazza

Un'assemblea-''interrogatorio'' in cui il Comune di Bologna è chiamato a chiarire perchè ha cambiato idea su Seribo e scelto di appaltare ai privati le pappe della refezione scolastica; e se questa è davvero una via obbligata. L'ha indetta per il prossimo 5 febbraio  l'Osservatorio cittadino mense, già promotore dei due scioperi del pasto e ora in procinto di avviare un boicottaggio di Camst.

Invitati oltre ai cittadini, anche Giunta e consiglieri comunali per i quali è pronta una ''batteria'' di domande. Prima di tutto si vorrebbe ascoltare dalla viva voce degli amministratori perchè, all'improvviso, Palazzo D'Accursio ha deciso di svoltare sulla refezione scolastica e avere garanzie sulle prospettive future. Ma si vuole anche discutere delle alternative possibili nella gestione del servizio mense, di quale sarà il prezzo base d'asta per l'appalto (anche in relazione ai parametri del mercato di riferimento), della possibilità di portarsi il pasto da casa e quindi di non mangiare quello preparato altrove.

Sono solo alcune delle 11 questioni elencate nel volantino dell'Osservatorio che segnala l'appuntamento di giovedì. Altri temi vertono sulla durata dell'appalto, sulla sua divisione in lotti, sul controllo dei genitori sul servizio (che si vorrebbe rafforzato), su un "obbligo di trasparenza dei dati contabili per il vincitore dell'appalto". C'è anche la richiesta di "un impegno del Comune per una immediata riduzione delle tariffe" e per un ampliamento delle fasce Isee da cui dipende l'ammontare delle rette.

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Intanto vanno in piazza i lavoratori: oggi pomeriggio, davanti a Palazzo D'Accursio, si tiene infatti il presidio indetto dalla Cgil. Nel volantino preparato dalla Camera del lavoro assieme a Filcams e Funzione pubblica per il presidio odierno si punta il dito contro il Comune per la decisione "di sciogliere Seribo, nella quale è il socio di maggioranza, e di procedere tramite gara d'appalto all'esternalizzazione totale del servizio di refezione scolastica, a partire dal prossimo anno scolastico". A questa prospettiva, lavoratrici e lavoratori "hanno espresso una decisa contrarietà e manifestato forte preoccupazione sia per il loro futuro occupazionale che per le ricadute che l'esternalizzazione avrà sulla qualità del servizio erogato". Dunque vanno in piazza per dire ai cittadini "No alla svendita di Seribo", come si legge nei volantini che distribuiranno oggi dalle 18, e per chiedere garanzie su chi ora cucina per gli alunni di materne ed elementari. "Sosteniamo le ragioni del "ni" all'esternalizzazione e affermiamo la necessità di proseguire e sviluppare l'esperienza di Seribo come società a partecipazione pubblica", dicono Cgil e dipendenti. In contemporanea al presidio in Comune si terrà il tavolo giunta-sindacato sul superamento di Seribo.

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