Migranti, la denuncia: 'Residenza negata a richiedente', associazione accusa Comune

Dito puntato sulla promessa di mantenere l'accesso ai servizi di base per i migranti, all'indomani dell'approvazione del decreto Salvini

L'accoglienza di cui parla il sindaco di Bologna, Virginio Merola? Solo "un bluff", secondo il Coordinamento Migranti, che riporta il caso di un richiedente asilo 'respinto' dall'ufficio Anagrafe di Palazzo D'Accursio.

"Ma al Comune c'è Merola o Salvini?", attacca il Coordinamento, che per sabato ha in cantiere una manifestazione "contro il razzismo e lo sfruttamento", dalle 16 in piazza Nettuno. Il Coordinamento pubblica un'intervista ad Ayad (il nome è di fantasia): si tratta di "un richiedente asilo in attesa da quasi tre anni del parere della Commissione territoriale", si legge nel comunicato.

La sua vicenda dimostra che "Merola pratica l'accoglienza a parole, siglando patti simbolici e chiedendo la sospensione altrettanto simbolica del decreto Salvini, ma poi lo applica alla lettera negando la residenza ai richiedenti asilo. Negare la residenza significa negare ai Migranti la carta di identità, ovvero non avere i documenti per poter lavorare e accedere a servizi di ogni tipo, compreso il medico di base".

Forse, scrive il Coordinamento, "al Comune non sanno che, come sostenuto da diversi giuristi e dal Tribunale di Firenze e secondo l'indirizzo seguito da alcuni Comuni, la legge non vieta ai richiedenti asilo l'iscrizione all'anagrafe, ma abolisce soltanto la procedura semplificata".

La verità è che "l'accoglienza di Merola è un bluff, è la faccia umana del razzismo di governo, che vuole i Migranti sempre sull'orlo della clandestinità e pronti a essere sfruttati. È ora che il sindaco- insiste il Coordinamento- giochi a carte scoperte e dica chiaramente da che parte vuole stare: dalla parte di Salvini o dalla parte delle e dei Migranti?"

Nell'intervista, Ayad racconta di essere in Italia da due anni e nove mesi: "Da allora sto aspettando di essere chiamato dalla Commissione. Ho un permesso di attesa richiesta asilo che mi viene rinnovato ogni sei mesi ma non ho i documenti per poter lavorare". Al momento "vivo ospite in una camera di una parrocchia. Vorrei poter lavorare- continua l'intervista- per potermi permettere un'altra vita. Ma senza l'iscrizione all'Anagrafe non ho la carta di identità e trovare un lavoro, aprirsi un conto in banca perché mi paghino lo stipendio o anche semplicemente prendere la patente e' impossibile. Non posso neanche prendere il medico di base".

In base a quanto riportato dal Coordinamento Migranti, Ayad ha bussato all'Anagrafe comunale lo scorso dicembre per chiedere la residenza e per avere la carta di identità. "Mi avvertono che avrebbero mandato la Polizia municipale all'indirizzo dove abito. La Municipale fa il controllo- è il racconto del richiedente asilo- e va tutto bene". Dopo qualche giorno, però, "mi arriva la notifica dal Comune che mi nega la residenza perché ho fatto domanda dopo che la legge Salvini è entrata in vigore. Ma al Comune c'è Merola o Salvini? Ora ho fatto ricorso- segnala Ayad- e sono in attesa di avere una risposta". Intanto, "sono senza documenti- si conclude l'intervista- e non posso fare niente. E sono pure quasi tre anni che aspetto la Commissione. Che cosa deve fare un migrante in Italia per costruirsi una vita?". (Pam/ Dire)

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