Migranti, sindaci contro il dl Salvini: scintille anche a Bologna

Mentre i primi cittadini di Napoli e Palermo si scontrano con il ministro dell'Interno in campo aperto, sotto le Due Torri si accende lo scontro

"Se i soldi non arriveranno più dallo Stato per l'accoglienza li metteremo noi". Così il sindaco Merola ha aperto lo scontro con il governo in merito ai tagli al sistema di accoglienza Sprar, la rete di accoglienza diffusa dei migranti che fino a ora è stata mediata dai municipi e che, con le modifiche introdotto e dal dl Salvini, rischia di essere pesantemente ridimensionata.  

Mentre nelle scorse ore i sindaci di sinistra di Napoli e Palermo Luigi de Magistris e Leoluca Orlando hanno deciso di affrontare Salvini nel campo aperto, il primo cittadino di Bologna tiene il ricorso incidentale alla Corte Costituzionale (la strada annunciata da Orlando) nel cassetto, in attesa di capire che margini di manovra ci possano essere nelle pieghe del decreto, magari con una mediazione dell'Anci, l'associazione dei comuni, sul merito della questione. 

Una linea che ha mandato in fibrillazione le opposizioni, sia da destra che da sinistra. Mentre Coalizione civica e il mondo della sinistra chiede al sindaco di allinearsi ai suoi omologhi di Napoli e Palermo, a destra Forza Italia chiede ai prefetti di vigilare sull'operato dei Primi Cittadini e, nel caso, intervenire per fare applicare il decreto alla lettera, mentre la Lega ha già annunciato eventuali ricorsi alla Corte dei Conti. Nel merito della questione, a livello locale, il Movimento 5 stelle non si è ancora espresso.

Il primo nodo operativo sul quale potrebbe profilarsi una battaglia legale e politica sta nei servizi di base forniti agli immigrati accolti sul territorio, servizi che passano dall'iscrizione all'anagrafe residenti: senza questo passaggio cure mediche e servizi di base sarebbero di fatto negati a tutti i richiedenti asilo sul territorio. Un aspetto visto come una appendice del cosiddetto 'business dell'accoglienza' da parte delle opposizioni di Fi e Lega e viceversa sostenuto dai dem e dalla sinistra come viatico per non lascire nell'invisibilità totale centinaia di persone.

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