Ospedale S.Orsola, cure non pagate per quasi un milione di euro: un bando per recuperarle

Molti stranieri o italiani residenti all'estero si fanno curare in città o provincia ma non saldano il conto dovuto. Ora le aziende sanitarie del territorio tentano il contrattacco, emanando un bando per il recupero crediti

Si sono fatti curare dalla sanità bolognese, ma non hanno pagato e sono ritornati nel loro paese. Per questo le autorità sanitarie bolognesi sono alla ricerca di qualcuno che recuperi le circa 101 pratiche ancora non saldate da stranieri e italiani residenti all'estero, che hanno lasciato a bocca asciutta ambulatori e ospedali di Bologna e provincia.

Un bando infatti è stato emesso, per trovare un soggetto che si occupi del recupero dei crediti inevasi, un lavoro da 1,2 milioni di euro alla ricerca di un'azienda specializzata nel "recupero stragiudiziale all'estero ed in Italia dei crediti relativi alle prestazioni sanitarie erogate". Al committente, le aziende sanitarie bolognesi chiedono il recupero entro 120 giorni (circa quattro mesi) dei crediti accumulati dal 2006 al 2014, riservandosi di aggiungere in seguito anche nuove fatture non pagate. I numeri, riassunti negli allegati del bando, non sono di poco conto. Lo scoperto della sola Ausl di Bologna è stimato in 101 pratiche per circa 276.000 euro.

I crediti sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni: dalla decina di pratiche del 2006 (tra i luoghi di spedizione compaiono, oltre all'Italia, l'Eritrea, i paesi arabi, la Polonia, l'Ungheria e le americhe) si è passati alle 25 del 2013 e alle 27 del 2014, verso paesi come Moldavia e Romania, ma anche Russia, Canada e Inghilterra.

Lo scoperto maggiore è quello del Sant'Orsola, vicino al milione: 928.000 euro. Le pratiche sono in questo caso ben 287, da un minimo di 40 euro ad un massimo di 31.000 euro. Anche in questo caso c'è stata un'impennata negli ultimissimi anni, con il record di 73 pratiche nel 2013. I paesi dove verranno cercati i debitori? Albania, Belgio, Brasile, Italia, Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca, Etiopia, Francia, Georgia, Irlanda, Polonia, Regno Unito, Spagna e Ucraina. Il Rizzoli ha invece 45 pratiche per 228.000 euro, mentre la Ausl Imola ne ha 84, per poco meno di 48.000 euro.

Come funzionerà la riscossione? Una volta individuato chi non ha pagato, inviargli una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno "a titolo di primo sollecito con richiesta di pagamento dell''importo dovuto, comprensivo di interessi moratori calcolati al tasso legale, fissando un termine per adempiere non superiore a quindici giorni dal ricevimento dell'istanza". Se non fosse sufficiente, bisognerà "avviare trattative ed attivita'' di sollecito telefonico (anche via fax e/o e-mail) tentando di risolvere eventuali contestazioni. Se normativamente previsto, procedere con il recupero a domicilio". Il contratto del riscossore, dopo un periodo di prova di sei mesi, avrà una durata triennale e sarà rinnovabile per altri tre anni. (Agenzia Dire)

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