'No al deposito gas in pressione, favorisce terremoti': associazione scrive a Bonaccini

Proambiente Terre di Pianura compra una intera pagina di giornale per rimarcare il suo no allo stoccaggio in sovrapressione dell'ex giacimento Snam di gas naturale

“No al mega deposito di stoccaggio gas in sovrapressione’. Così recita una pagina a firma Proambiente Terre di pianura, pubblicata stamane su alcuni quotidiani locali dove si chiede al governatore Stefano Bonaccini di fermare il progetto di Snam di  ripompaggio al 107 per cento del gas naturale nel vecchio giacimento sotto alle campagne di Minerbio, un deposito da “2,4 miliardi di metri cubi di gas”. Il timore del comitato è che questa operazione possa in qualche modo favorire terremoti. 

Il vecchio sito estrattivo infatti, da decenni esaurito, è stato trasformato nel tempo in una sorta di cisterna naturale nella quale stoccare il gas al posto di un impianto in superficie. Una scelta che il comitato non contesta, al contrario delle intenzioni del gestore, una controllata di Snam, di mettere il sito in pressione al 107 per cento del volume stoccabile, scelta fortemente avversata dall’associazione. Nella lettera al presidente della Regione Bonaccini si chiede di fermare tutto: “Ci rivolgiamo alla sua sensibilità per l’ambiente affinché impedisca lo stoccaggio”, si legge. 

Stoccaggio gas e attività sismica: Minerbio scelta per monitoraggio sperimentale

Contestazioni arrivano invece per il Comune di Minerbio, reo secondo il comitato di voler in qualche modo minimizzare un rischio di terremoti indotto dall’accumulo in pressione del gas. “E’ stato spiegato in numerose sedi che l’induzione di terremoti da varie attività connesse all’estrazione e stoccaggio di idrocarburi è dimostrata da una vasta letteratura scientifica. Non si tratta di ‘una teoria’ della quale occorre ‘verificare la fondatezza’ come sostenuto sul sito del Comune”. 

Nella lettera aperta, pubblicata sui quotidiani cartacei in edicola oggi si porta come esempio la decisione della Lombardia che “ha vietato la sovrapressione nel deposito di Sergnano di Cremona per l’elevata sensibilità sismica” e quindi chiede “alla Regione Emilia-Romagna di esser altrettanto responsabile nei confronti delle migliaia di cittadini che abitano e lavorano in questi territori già provati dal terremoto del 2012”. 

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