'Nata e cresciuta in Italia, ma non cittadina': figli di immigrati, Bologna chiama Roma

Il consiglio comunale approva un odg per chiedere al Parlamento una legge sullo Ius soli. LA storia di GIorgia Corciova

Il Consiglio comunale di Bologna invita il Parlamento a "discutere e approvare con urgenza la proposta di legge sulla cittadinanza, un provvedimento in grado di intercettare i cambiamenti demografici nel nostro Paese e riconoscere la cittadinanza per i figli nati in Italia da immigrati stranieri".

E' la sollecitazione affidata ad un ordine del giorno approvato oggi dall'aula di Palazzo D'Accursio con 25 voti favorevoli (Pd, Citta' comune con Amelia, M5s ed Emily Clancy di Coalizione civica), quattro contrari (Lega nord e Fi) e tre astenuti (Insieme Bologna e Federico Martelloni di Coalizione civica).

"Per promuovere il pieno inserimento nella nostra comunità dei giovani stranieri nati in Italia- si legge nell'odg- occorre che siano loro riconosciuti i diritti e i doveri di un cittadino italiano perché possano essere protagonisti positivi della costruzione della societa' in cui vivono".

Questo odg "è per Giorgia Cociorva e per tutti i 700.000 giovani che sono nati in Italia, si sentono italiani e a cui noi ogni giorno ricordiamo di non essere italiani e di non essere graditi, nonostante rappresentino insieme ai nostri figli il futuro del nostro paese", sottolinea il primo firmatario Francesco Errani (Pd).

Giorgia Cociorva è la ragazza 18enne, studentessa a Bologna, che compare tra i primi firmatari dell'appello lanciato su Charge.org per chiedere ai parlamentari di approvare la legge sulla cittadinanza: Giorgia ha raccontato pubblicamente che, pur essendo nata e cresciuta in Italia, non potrebbe acquisire la cittadinanza non avendo vissuto ininterrottamente sul territorio italiano, questo perche' la madre naturale, quando lei aveva due anni, la riporto' in Moldavia fino ai cinque. (Dire)

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