Morta Mariangela Manini, cugina del patron Faac

La donna ingaggiò una dura battaglia legale con la Curia per l'eredità della multinazionale dei cancelli automatici. Il marito: "L'ultima questione ha definitivamente stroncato il cuore di Mariangela"

Un tragico destino che sembra non voler abbandonare la famiglia Manini. La notte tra sabato e domenica Mariangela, cugina di Michelangelo, proprietario della Faac, morto nell'aprile del 2012, è deceduta improvvisamente nella sua abitazione in centro a Bologna. 

La donna è stata tra i protagonisti della querelle per l'eredità della multinazionale dei cancelli automatici. Una battaglia legale durata qualche anno e che prese il via ad aprile del 2012 dopo l'apertura del testamento di Michelangelo Manini, che nominava erede del suo patrimonio, comprese le quote di controllo dell'azienda, la Curia bolognese. 

Il testamento fu impugnato dai familiari e da lì in avanti si sono susseguite "carte bollate", denunce e udienze, fino all'estate 2014, quando la vicenda si concluse con il provvedimento di dissequestro emesso dal giudice Maria Fiammetta Squarzoni e l'assegnazione di una quota ai parenti.

L'ultima intervista di Bologna Today a Mariangela Manini

Come noto, Mariangela Manini iniziò una durissima causa per disconoscimento del testamento che portò al sequestro della FAAC e a tutta una serie di querele e controquerele che videro coinvolti anche avvocati e uomini di chiesa.

Comparve poi un altro testamento olografo – o presunto tale – che, successivo a quello vantato dalla Curia, avrebbe nominato erede il dentista di Michelangelo Manini. Mariangela impugnò anche quello. Alla complessa vertenza giudiziaria si affiancarono anche gli altri parenti di Mariangela e del defunto Michelangelo (zii e cugini) e insieme accettarono una transazione, offerta dall’Arcidiocesi, per chiudere una vertenza che avrebbe messo a serio rischio la stessa FAAC con i suoi 1500 dipendenti in tutto il mondo, di cui 250 solo a Zola Predosa.

La transazione prevedeva l’abbandono reciproco di tutte le cause civili e penali in corso, in cambio di una parte dell’eredità (60 milioni) da dividersi tra i 7 familiari di Michelangelo, mentre tutto il resto, circa 1,5 miliardi di euro, sarebbe andata alla Chiesa Cattolica, proprietà della FAAC e cospicui fondi esteri compresi.

"Mariangela Manini sembra abbia sofferto molto per tutta questa storia e per le varie accuse di avidità che le sono state mosse da più parti, Curia compresa - racconta il marito Ugo Nazzarro - Se non bastasse, di recente anche l’Agenzia delle Entrate ha voluto dire la sua reclamando circa il 90% (capitale, interessi e sanzioni, oltre ad una denuncia penale) di quanto è andato ai familiari, mentre niente incassato dall’Arcidiocesi di Bologna che nel frattempo ha trasferito la sede legale della FAAC a Londra creando un Blind Trust inattaccabile".

"Questa ultima questione ha definitivamente stroncato il cuore di Mariangela all’età di 61 anni, sembra così chiudersi  la storia di un enorme patrimonio conteso che ha fatto Bologna sede della più ricca Arcidiocesi del mondo e proprietaria di una multinazionale con oltre 600 milioni di fatturato annuo", ha chiosato il marito Ugo Nazzarro.

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