Morto Pier Luigi Vigna, accusò i corleonesi per la strage Rapido 904

Ex Procuratore Nazionale Antimafia, Pier Luigi Vigna, 79 anni, si è spento oggi al centro oncologico di Firenze. A capo di numerose indagini, accusò la mafia corleonese della Strage di Natale

Faccia simpatica, voce squillante, accento e sigaro toscano, Piero Luigi Vigna, era nato a Borgo San Lorenzo nel 1933 ed è deceduto oggi al centro oncologico di Firenze. Proprio oggi, nel giorno in cui un altro cadavere è stato trovato nella galleria teatro di ben due stragi, quelle stesse stragi di cui lui si occupò. Per oltre 50 anni al servizio dello Stato, inizia come pretore nella sua terra per poi spostarsi a Milano. Rientra a Firenze e nel 1991 dove diventa Procuratore Capo presso il Tribunale. In quegli anni, le indagini più spinose della Storia d’Italia: dai sequestri in Sardegna, al mostro di Firenze, al terrorismo degli anni di piombo. Dal 1997 al 2005 è Procuratore Nazionale Antimafia. Gli succederà Piero Grasso.  

Proprio in quella veste si occupò dell’attentato dinamitardo al Rapido 904, del 23 dicembre 1984, nota anche come Strage di Natale a causa del treno pieno per le imminenti feste natalizie. Alle 19.08 presso San Benedetto Val di Sambro, sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze, una carica di esplosivo radiocomandata, posta sul portabagagli della 9ª carrozza, esplode causando la morte di 15 persone e il ferimento di oltre 250. L’esplosivo era stato portato sul treno alla Stazione di Firenze.
Nel 1986, Pierluigi Vigna attribuisce la strage a esponenti di spicco della mafia e solo nel 2011 la DDA accusa Totò Riina di essere il mandante, anche sulla base delle testimonianze di numerosi pentiti.

IL RICORDO COMMOSSO DEL PROCURATORE DI BOLOGNA. Il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso lo ha ricordato con profonda commozione: "E' stato per me un grande maestro. Ho appreso tantissimo, soprattutto sul piano dell'indipendenza del magistrato. Diceva: 'dialogare con tutti, indipendente da tutti'". E' il ricordo commosso che, ha di Pierluigi Vigna, cui era legato da profonda amicizia e con cui ha passato anni assieme alla Direzione Nazionale Antimafia. "Ci sentivamo spesso, anche solo pochi giorni fa" ha aggiunto, spiegando che "mi bastava solo sentire l'inflessione della sua voce per capire come stava. Ci comprendevamo senza bisogno di spendere troppe parole" ha aggiunto. "Mi mancheranno i suoi insegnamenti. Ognuno può avere i suoi momenti di difficoltà: avere un punto di riferimento è importante. Lui per questo mi mancherà. E mi mancheranno tanto le chiacchierate che ci facevamo ogni tanto".

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A LUGLIO L'ULTIMO INCONTRO CON I BOLOGNESI. Vigna aveva incontrato i bolognesi lo scorso luglio, quando aveva presentato il suo libro "In difesa della giustizia" all'Ambasciatori.
 

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