Canta l'amore in piazza, multa salata per artista di strada: 'E' ora di cambiare una legge ridicola'

Amarezza e rabbia per un giovane musicista, che cerca di "portare colore nelle piazze, nel rispetto altrui", e invece si è "sentito trattato come un criminale". Ora si mobilita, chiedendo ai politici un regolamento più giusto, che valorizzi gli artisti e al contempo possa giovare anche al Comune e ai cittadini

LA MULTA

“Mi sono sentito trattato come un criminale, quando non ho fatto nulla di male, se non cantare canzoni d’amore, cercando di portare colore nelle piazze e momenti di serenità alla gente”. Sono le parole di rabbia di un giovane artista di strada, Michele Lupo, in arte BuskerWolf (così si chiama la sua pagina FB). Lo sfogo arriva dopo aver preso 400 euro di multa per aver suonato sul Crescentone, in piazza Maggiore, lo scorso sabato, intorno alle 20.30.  

“Mi dite con che cuore si può fare una multa da 400 euro ad un'artista di strada?”, dice Michele, raccontando che “tre vigili sono piombati nel bel mezzo del mio pubblico (c’erano circa un centinaio di persone), intimandomi di cessare l'esibizione e staccare l’amplificatore. E ok, ogni tanto mi capita”, ammette BuskerWolf, che ha all’attivo decine e decine di esibizioni in tutta Italia e anche all’Estero. ‘Ho suonato persino davanti a Notre Dame, e nemmeno lì sono arrivati a tanto, perché insomma ci vuole buon senso nelle cose’. Nonostante i suoi trascorsi, finora il giovane non si era mai trovato difronte ad una multa, al massimo in alcuni casi aveva smesso di suonare. Cosa che era disposto a fare anche sabato scorso – precisa l’artista – ma i vigili in questione non avrebbero voluto sentire ragioni. ‘Potevano semplicemente mandarmi via, visto che non ho fatto alcuna resistenza al loro ordine e soprattutto non ho fatto nulla di male, anzi avevo intorno tanta gente che si abbracciava e ascoltava le mie canzoni”. 

Quello che resta ora, oltre alla salata sanzione da pagare, è tutto lo sconforto, misto alla rabbia, di una persona ‘che fa questo per passione e cerca di esibirsi nel rispetto altrui, facendo attenzione a chiedere il permesso ai negozianti, a non mettermi sotto alle finestre degli uffici, ecc”. 
Michele sa che difronte al regolamento comunale vigente ha torto, che non poteva star lì a suonare, che non poteva usare l’amplificatore. Ma quello che contesta è che “mi sarei aspettato maggior buon senso da parte dei vigili nell’applicazione del regolamento. Ovvero farmi andare via, senza arrivare alla sanzione”. 

Ma non è solo una questione economica. Il nodo da sciogliere è la regolamentazione in città dell’esibizione degli artisti di strada. ‘Chi fa le legge, i politici – dice – ci ascoltino. Bisogna cambiare una legge ridicola che non tutela nessuno, ma crea solo scompiglio. E’ ora che si tuteli la nostra figura, perché soprattutto una città come Bologna non può ignorarla’. In effetti ogni giorno assistiamo a decine di performance canore, e non solo, e secondo Michele – che sul tema ha raccolto l’appoggio dei suoi numerosi fan, ma anche di tanti colleghi – quello che manca “è una legge appropriata, che valorizzi l’arista, ma anche che determini postazioni e orari precisi. Insomma per portare un po’ di ordine, in modo che ne giovino tutti, noi artisti, Comune, cittadini”.

Spiragli per il futuro paiono esserci. Michele fa sapere di essere stato appena contattato dall’Assessore comunale Matteo Lepore, che si dice al lavoro sul tema da tempo. “Che la mia storia - chiosa l’artista - magari serva per accelerare i tempi. Non si può più attendere”. 

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