Storia e realtà virtuale: 'A Bologna apre un museo innovativo, non solo per nativi digitali'

La Realtà Virtuale, un ponte fra presente e passato: "Un’esperienza decisamente coinvolgente, nella quale si viene letteralmente catapultati in un Medioevo tanto verosimile quanto emozionalmente accattivante. Anche l'area selfie stupirà il pubblico"

A Bologna da oggi c'è un nuovo museo. Al civico sette di via Zamboni, attraversare l'androne di un bellissimo palazzo storico significa anche fare un viaggio del tempo, alla scoperta di una affascinantissima Bologna del Medioevo ricreata e fruibile come esperienza di realtà virtuale. 

Si tratta di un grande progetto di realtà virtuale unico in Italia che dopo un periodo di lancio a Palazzo Pepoli si evolve con una sede interamente dedicata alle esperienze Virtual Reality che guidano il visitatore in un passato tanto lontano quanto ben ricostruito con una riuscita sintesi tra il rigore storico e lo sforzo di rendere la ricostruzione vera nei suoi aspetti minori di vita quotidiana, grazie a una innovativa tecnologia. 

Oltre 100 i personaggi parlanti che interagiscono fra loro

Il nuovo museo, che si inserisce in una sempre più ricca proposta di luoghi ed eventi culturali rivolti a bolognesi, turisti e gruppi scolastici, vanta degli elementi inediti importanti che riguardano sia l'aspetto estetico che quello tecnologico: ci sono oltre 100 personaggi parlanti che interagiscono fra loro, botteghe popolate da persone che compiono le loro azioni quotidiane, nuovi modelli di edifici e materiali, nuove scene con variazioni temporali e climatiche. Le postazioni di VR sono inoltre raddoppiate ed è stata aggiunta un'area selfie che coerentemente con la natura del museo, usa la tecnologia in modo sorprendente al fine di lasciare un ricordo unico della visita. 

«Descrivere a parole La Macchina del Tempo è un’impresa ardua - spiega Massimo Sinigaglia, cofounder con Silvia Tugnoli del progetto e colui che risponde a tutte le domande per chiarire tutti i dettagli - per fortuna "qualcuno" a Bologna sa già di che cosa si parla. Mi riferisco ai circa 17.000 visitatori dello scorso anno, i quali hanno provato con almeno due dei cinque sensi (vista e udito, ci stiamo attrezzando per il tatto, evitando per ovvie ragioni l’olfatto) un’esperienza decisamente coinvolgente, nella quale si viene letteralmente catapultati in un Medioevo tanto verosimile quanto emozionalmente accattivante. Oggi diamo una grande notizia, ovvero l'apertura di un museo interamente dedicato a questa esperienza, che da sabato 21 aprile sarà aperto a due passi dalle Torri, in via Zamboni 7»

Un museo da record di visitatori: "Le persone uscivano da qui con un'aria raggiante

I primi 9 mesi a Palazzo Pepoli sono stati un bel lancio...quando e come è sorta l'esigenza di un museo interamente dedicato alla Bologna Medievale?

"L’esperienza a Palazzo Pepoli è stata determinante per testare la reazione del grande pubblico ad un’esperienza che rimane per molti versi inusuale, in effetti essere letteralmente catapultati in uno scenario medievale, potendo percorrere le strade ingombre di carri, carretti e personaggi parlanti non è da tutti i giorni. 
D’altra parte, è stata per noi una grossa soddisfazione vedere uscire le persone raggianti, ancora un po’ ebbre della moltitudine di immagini che sono scorse davanti ai loro occhi e pronte a consigliere vivamente agli amici di sottoporsi a questa “strana”, ma estremamente gratificante esperienza.
Dopo un anno però, gli orizzonti si sono allargati con la voglia di esplorare anche nuove esperienze e modalità di fruizione, da cui la necessità di una sede “a misura” per cogliere queste opportunità e creare un punto di riferimento a livello non solo bolognese sulle applicazioni di realtà virtuale".

Target dell'esperienza: a intuito è un target trasversale, piace ai nativi digitali, ma anche a chi fa le prime esperienze con la realtà virtuale… pare che uno dei plus sia però la grande ricerca storica che ha portato a ricostruzioni molto realistiche...è così?

"Il carattere distintivo della Macchina dl Tempo è proprio la trasversalità del pubblico, che parte dai più piccoli, che scoprono una dimensione storica non noiosa, i “nativi digitali” più grandi che non possono non cogliere l’impatto innovativo delle nuove tecnologie, fino agli adulti o a persone più mature che superano agilmente la paura del “Non ce la posso fare” per riscoprire un medioevo estremamente accurato nella ricostruzione storica basata su l’utilizzo di tutte le fonti disponibili, del parere di esperti come l’Architetto Carlo De Angelis ed il Prof. Rolando Dondarini per giungere ad un livello decisamente “maniacale” nei particolari più minuti".

Grandi novità dal punto di vista della fruizione: quali in particolare?

"Grazie alla continua innovazione tecnologica troverà spazio nel Museo Realtà Virtuale, accanto alle nove postazioni che permettono una fruizione individuale, anche una nuova modalità in “sharing”:  una quindicina di computer verranno messi in rete per una visione collettiva della medesima esperienza con eventualmente una guida virtuale che accompagni il gruppo nell’esplorazione medievale o un performer, come per esempio uno street artist, che condivida una sessione di pittura, magari proprio su un muro di una torre".

Un assaggio dell'esperienza virtuale:
cammina nella Piazza Santo Stefano del Medioevo

E' un'esperienza valida anche dal punto di vista didattico? Potrebbe diventare un punto di riferimento anche per le scuole? Si quale grado in particolare?

"Sicuramente le “giovani generazioni” possono diventare interlocutori privilegiati in questo genere di esperienze virtuali, che mantengono una forte componente didattica, soprattutto per la serietà ed il rigore della ricostruzione, quindi un contributo che la Macchina del Tempo può fornire è proprio solleticare la “voglia di medioevo” degli studenti (di livello medio e superiore), che vivono la storia come si sarebbe sempre voluta insegnare, cioè con competenza, attendibilità e con un pizzico di entertainment, secondo la più classica logica dell’Infotainment, appunto Information + Entertainment".

Le postazioni sono quasi raddoppiate rispetto a Palazzo Pepoli: quante sono, quanto dura l'esperienza e come è possibile prenotare? 

"Per far fonte alle richieste sempre più numerose sono state approntate nove postazioni, che garantiscono di “smaltire” velocemente anche i flussi di pubblico tipici del weekend senza fastidiose attese e permettono anche la fruizione in contemporanea di gruppi organizzati, per esempio turistici. Le esperienze sono di 3 tipi e si differenziano in base alla durata e modalità di fruizione. La prenotazione ovviamente garantisce di accedere all’esperienza all’ora stabilita senza inutili attese ed è possibile effettuarla semplicemente dal sito".

Fra i progetti in cantiere ci sono altre novità che riguarderanno Bologna? 

"Sicuramente la storia di Bologna rimane la nostra passione e “cantiere” privilegiato, pur prevedendo nel corso dell’anno di spaziare su altri versanti, che per ora permetteteci di non anticipare; invece siamo lieti di annunciare l’uscita imminente, a metà circa del prossimo mese, di una nuova “avventura virtuale”: “Al Canel”, o per meglio dire se il dialetto non è il vostro forte il Canale di Reno, ricostruito a partire dalla Grada e seguendo il suo corso, con sbarchi per osservare un filatoio della seta in movimento, varie chiese ed ospedali fino alle imprevedibili “cascate“ del Cavaticcio (che presentava un inedito dislivello di circa 15 metri), arrivando finalmente al porto canale.
In questa sede, accanto all’attuale Salara, troveranno posto tutti i perduti edifici portuali, con il trafficato andirivieni delle barche, che verranno guidate dai visitatori (senza patente nautica) fino alla chiusa della Bova, le cui paratie concluderanno il percorso del famoso canale, riemerso virtualmente in tutto il suo “splendore”.

Orari e info sul museo

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