Visitare la tomba di Tutankhamon da Bologna: "Oggi possibile grazie alla tecnologia"

Massimo Sinigaglia, del Museo Realtà Virtuale: "Gli antichi Egizi suscitano da sempre molta curiosità e Tutankhamon in particolare per l’inviolabilità della sua tomba, oggi visitabile a Bologna grazie alla tecnologia"

Se fosse possibile entrare per la prima volta nella tomba di Tutankhamon come fece nel 1922 Howard Carter e provare le sue stesse grandi emozioni? In qualche modo lo è e ciò avviene proprio nella nostra città dove per la prima volta, frutto del lavoro un po' da storici e un po' da nerd, il Museo di Realtà Virtuale (via Zamboni, 7) propone da oggi un'esperienza che per 25 minuti catapulta il visitatore nella tomba di Tutankhamon tra gli oggetti per scoprire ad ogni passo, magari chinandosi o sbirciando tra gli armadietti semiaperti, pezzi stupefacenti che tolgono il fiato grazie alla visione in prima persona al momento della scoperta. Si tratta di un’esperienza che non si può rivivere nemmeno con i manufatti autentici al Museo del Cairo. 

Incredibile viaggio nell'antico Egitto - IL VIDEO

A spiegarla, Massimo Sinigaglia, cofondatore del museo di via Zamboni, partito con l'esperienza della Bologna Medievale. Questo progetto si discosta dai precedenti per la sua ambientazione geografica non certo bolognese...come è nata la scelta di Tutankhamon? «Gli antichi Egizi suscitano da sempre molta curiosità per il loro fascino misterioso e Tutankhamon in particolare per l’inviolabilità (quasi) della sua tomba, unico esempio tra tutte le altre depredate per la maggior parte già in antichità. Ci aveva stimolato la possibilità di confrontarci con un progetto decisamente ambizioso, per alcuni versi “claustrofobico” rispetto alla vastità della Bologna Medievale, avendo tre sole stanze da esplorare, ma con complessità nella modellazione non da poco, per cui eravamo consapevoli che tutto si sarebbe giocato sulla qualità superiore degli oggetti funerari. Più di ogni altra esperienza risultano predominanti le emozioni, che abbiamo voluto ricreare come se si entrasse per la prima volta dopo svariati secoli nella tomba e con una visione, sempre in prima persona, del corredo originario che determina un’atmosfera stupefacente di fasti e lussi inimmaginabili».

Come avete garantito l’attendibilità rispetto alle fonti storiche per arrivare a ricostruzioni molto realistiche e graficamente di alta qualità?
"La documentazione disponibile si riferisce ai diari di scavo particolareggiati di Howard Carter, riprodotti in formato digitale da siti specializzati come il Griffith Institute e dalle foto dell’epoca scattate da Burton all’interno della tomba.
La lettura non è stata sempre agevole, ma tutti i dati su misure e collocazione degli oggetti è stata presa diligentemente in considerazione per riprodurre centinaia di manufatti, da quelli più importanti (maschera, trono, sarcofagi, canopi, statua di Anubi, letti e carri smontati) ai più piccoli vasi o contenitori, sedie di ogni tipo, fino ai bouquet funerari.
A questo proposito sono stati determinanti il confronto costante  ed i numerosi suggerimenti con il nostro Responsabile Scientifico Dott. Pasquale Barile, un egittologo da anni sul campo ed un divulgatore di laboratori sperimentali, che ha una conoscenza profonda di ogni oggetto della tomba ed ha addirittura da poco pubblicato il primo dizionario in assoluto di Geroglifico-Italiano".

Come si articolerà il completamento del progetto?
"Abbiamo voluto distinguere tre fasi specifiche: il 13 dicembre 2018 prenderà il via la scoperta della tomba, con l’intento di riprodurla fedelmente così come l’ha potuta osservare Howard Carter per la prima volta, per intenderci con gli oggetti accatastati, con le ruote dei carri impilate accanto al trono sfavillante d’oro, oppure con qualche vasetto spezzato sul pavimento ai piedi dei letti ricoperti di foglia d’oro.
Questa visione d’insieme toglie il fiato e fa provare le stesse sensazioni dello scopritore, ma alcuni oggetti interessanti possono ritrovarsi un po’ nascosti da altri meno pregiati o addirittura essere celati dentro a contenitori o al cosiddetto “annesso”, cioè una sorta di stanza celata alla vista. 
Per questo entro la primavera inaugureremo una seconda esperienza che chiameremo “museo di Carter”, in pratica come aveva fatto lui stesso, porteremo nella grande tomba di Sethi II, vuota e quasi adiacente, tutti gli oggetti più belli, sia visibili che nascosti nella prima esperienza dedicata alla scoperta;  anche  il visitatore sceglierà oggetti di suo gusto per poterli ammirare a tutto tondo.
In una terza fase non troppo lontana faremo sperimentare ai visitatori, oltre alla lettura dei geroglifici già presente nella prima edizione, altre esperienze ludiche, per esempio il gioco di Senet, a metà strada tra la dama ed il gioco dell’oca, ritrovato appunto nella tomba".

Questa componente sperimentale potrebbe diventare un punto di riferimento anche per le scuole? 
"Le nostre esperienze virtuali mantengono una forte componente didattica, soprattutto per la serietà ed il rigore della ricostruzione, quindi gli studenti rappresentano per noi interlocutori privilegiati, con il solito limite degli 8 anni d’età per l’utilizzo del visore. Per il prossimo anno abbiamo già in prenotazione un calendario abbastanza consistente di scuole, non solo bolognesi, che proveranno l’esperienza con il visore e saranno coinvolte i laboratori sperimentali gestiti con professionalità dal nostro Responsabile Scientifico Dott. Barile, attraverso la sua società specializzata HistoryLab".

Concretamente quanto dura l'esperienza e come è possibile prenotare? 
Tutankhamon non differisce dalle altre esperienze virtuali come modalità di fruizione poiché saranno prenotabili sempre sul nostro sito www.lamacchinadeltempo.eu in cui è presente una pagina dedicata: PRENOTAZIONI. Non esistono commissioni o costi aggiuntivi per la prenotazione on line, che mantiene tutti gli sconti quantità, esplicitati nel sito stesso.
Sono previste le consuete 2 tipologie in base alla durata: TOP di 25 minuti con esplorazione delle tre stanze nella tomba e lettura dei geroglifici in quella sepolcrale; SMART di 14 minuti, con le stesse tre stanze, ma con meno punti audio e senza lettura dei geroglifici". 
 


 

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