Nasrin, l'avvocata iraniana anti hijab. Da Bologna il comitato per la liberazione

Il Comune di Bologna le conferirà la cittadinanza onoraria e qui nasce il movimento Donne per Nasrin

Bologna al fianco di Nasrin Sotoudeh, l'avvocata iraniana anti hijab condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate per il suo impegno nella difesa dei diritti umani. Bologna, oltre a essere prima città in Italia a conferirle la cittadinanza onoraria - approvato all'uninanimità dal consiglio comunale lo scorso maggio - dà vita anche al comitato per la liberazione dell'avvocata.

Si chiama Donne per Nasrin e ne fanno parte avvocate, giuriste, femministe, politiche, giornaliste. La lista delle promotrici è lunga: tra le prime associazioni a volerlo ci sono Donne in Nero, Orlando, Amnesty International; la Casa delle Donne, le attiviste Sohyla Arjimand e Marina D'altri, la giurista Antonella Miriello, le consigliere comunali Emily Clancy, Amelia Frascaroli, Simona Lembi, Roberta Li Calzi, Federica Mazzoni.

"Perché difendiamo Nasrin? - spiega in conferenza a Palazzo D'Accursio Marina D'Altri di Coalizione Civica -  perché è un simbolo di tutte le donne e gli uomini incarcerati in tantissimi paesi che si sono battuti per i diritti umani e le libertà civili. Lei, nello specifico, è in galera prima di tutto perché donna e poi perché avvocata che difende le altre donne: ha difeso una donna che non voleva portare il velo. E così vogliamo creare uno scorcio di luce, partendo da questo comitato, per tenere viva l'attenzione utelala tenendo viva su di lei e sulla sua storia".

Il comitato si propone infatti come guida per tutti gli altri Comuni, associazioni, ordini professionali, che invita ad aderire con iniziative simili. Per Nasrin, per tutte le avvocate e attiviste per i diritti umani arrestate ingiustamente e detenute nelle carceri iraniane.

"L'intento è partire da qui per organizzare altre azioni ed eventi - spiega la giurista Antonella Miriello - a settembre, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, che non è evidentemente facile da organizzare, partiremo con una serie di azioni che poi sveleremo". "Intanto - aggiunge la consigliera Roberta Li Calzi - proporremo al consiglio comunale, come già fatto per Giulio Regeni, di affiggere uno striscione a sostegno di Nasrin".

"Ringrazio il Comune di Bologna, di cuore, e tutti voi. È un'azione che ci dà coraggio, dà forza a Nasrin". Sono le parole del marito di Nasrin, riportate a Palazzo D'Accursio dall'attivista iraniana Sohyla Arjimand. Difficile trattenere il dolore e la rabbia, per lei, più di chiunque altra

"Nel mio Paese i diritti umani non esistono, vengono calpestati da 39 anni, ogni giorno, e ci sono stati anche casi peggiori di questo di cui non si è mai parlato - afferma Arijimand - almeno oggi i processi li fanno. L'ho vissuto sulla mia pelle, con mia sorella e mio fratello, chiedo venga fuori tutto, chiedo la liberazione di Nasrin - continua - ci sono tanti suoiassistiti che hanno bisogno di lei. So che è un sogno, da noi i diritti umani non esistono, ma la nostra azione e attività politica è importante per loro che sono laggiù. Riescono a sentire la nostra voce e questo dà loro forza". 

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