Sicurezza in Bolognina, attivo numero per segnalare disagi

Dopo una gestazione andata avanti per mesi approda anche al Navile il sistema che permette di segnalare situazioni di disagio da parte dei residenti. Non sarà un gruppo, segnalazioni solo a un numero

Bivacchi, schiamazzi, degrado, spaccio o situazioni sospette come la classica auto abbandonata coi finestrini aperti. Contro tutto questo, nel quartiere Navile a Bologna e in primis alla Bolognina, i residenti e i loro comitati sono chiamati ora a "un salto di qualità".

Da oggi, in sostanza, viene attivato un numero a cura dei comitati (3248264509) cui i cittadini possano segnalare via sms o Whatsapp, non telefonate, quello che non va nel proprio quartiere. Il tutto secondo uno schema 'di paese', più che di città.

Non si tratta di un gruppo tra cittadini, come avviene in altre città della provincia, ma solo di un munero per le segnalazioni. Il numero è valido solo per le segnalazioni civiche e non evidentemente per le richieste di intervento alle forze dell'ordine, che mantengono i propri canali. Non bisognerà inviare foto, per questioni di privacy, e non si riceverà risposta ma solo la classica 'spunta' blu di Whatsapp, mentre le istituzioni da parte loro non parteciperanno direttamente a raccogliere le segnalazioni.

Dopo qualche settimana di prime prove, vuole decollare oggi la prima concreta applicazione del tavolo sulla sicurezza partecipata nell'area in questione, da sempre sensibile ai temi della sicurezza percepita o concreta. Ne parlano in conferenza stampa nella sede del quartiere l'assessore Alberto Aitini, il presidente del Navile Daniele Ara, la Polizia municipale e i vari comitati, dalla Bolognina 2000 al Progetto Bolognina.

"La sicurezza del quartiere comincia da te!", scandisce lo slogan alla base dell'iniziativa, che gli addetti ai lavori si premurano subito di tarare nel modo giusto. Nel senso, non sicurezza fai-da-te ma più spirito di comunità. "I cittadini sono le nostre antenne sul territorio ma non faranno ronde", precisa subito Aitini, mentre Ara segnala che "Bologna è il primo capoluogo d'Italia dove parte un progetto del genere".

La prefettura è stata informata e condivide lo spirito ma ad esempio, a riprova della necessità di chiarezza generale, ha preferito che alla conferenza di oggi non ci fossero forze dell'ordine ma solo la Polizia municipale. In ogni caso, bisognerà affinare sempre più le segnalazioni, osserva anche Ara: "Farne 30 al giorno sarebbe troppo, contiamo sulla giusta collaborazione. Dentro il tavolo della sicurezza ci sarà un referente che si rapporterà direttamente alle istituzioni, ma i protagonisti sono i comitati". Si sta pensando anche ad una serie di cartelli sul posto dove pubblicizzare il nuovo servizio, con tanto di logo sul controllo di vicinato, ma intanto si parte.

Il numero di cellulare sarà riferito a un comitato in particolare, Progetto Bolognina, e nei fine settimana sarà a cura dell'hotel Guercino, nel cuore dell'area Navile, che potrà controllarlo anche di notte. Interpellato sul rischio di possibili psicosi e di 'grande fratello', magari a fronte di una moltiplicazione delle segnalazioni anche sulla base di eventuali equivoci, evidenzia Aitini: "È un progetto sperimentale, vediamo cosa succede. Sono fiducioso perché i comitati sono seri e hanno dimostrato in queste prime settimane di avvio che riescono a filtrare loro stessi le segnalazioni e comunicare quelle importanti. Molti sono commercianti, hanno il contatto col territorio e conoscono le persone. Non credo possa innescarsi un rischio psicosi". Aggiunge l'assessore sulla ratio alla base del nuovo progetto: "Le segnalazioni saranno più impersonali. A volte, infatti, si ha paura a prendere l'iniziativa di una denuncia vera e propria e, quindi, questo metodo più civico può aiutare. Sono i comitati che dovranno farlo funzionare". Si potrà estendere la buona pratica, una volta testata, in altre zone 'calde': quartieri Savena, San Donato e Borgo Panigale, "senza preclusioni". (LUD/DIRE)

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