Il sindaco di Sasso: "Non mi accontento del risarcimento simbolico. Enel irrispettosa"

Black-out, Stefano Mazzetti contro Enel: "Una battaglia di principio, mi metto dalla parte dei miei cittadini, delle famiglie rimaste al freddo e al buio, delle imprese artigiane e delle aziende della ricettività turistica"

Ad emergenza rientrata, il Sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti non si accontenta del simbolico risarcimento in bolletta per la mancata erogazione di corrente elettrica e minaccia le vie legali nei confronti di Enel: È una battaglia di principio e mi metto dalla parte dei cittadini, delle Istituzioni e delle imprese”.

Il primo cittadino di Sasso Marconi, critico sin dai primi minuti per la mancanza di comunicazione da parte del gestore di energia elettrica sull’evolvere della situazione blackout: "Ho appreso dalla stampa dell’intenzione di ENEL e Terna di non preventivare alcun risarcimento ai Comuni e di non procedere ad alcun calcolo per rimborsare in modo adeguato cittadini e aziende per i disservizi conseguenti alla nevicata del 6 febbraio. Mi trovo quindi ad esprimere ancora una volta tutto il mio disappunto nei confronti dei vertici dell’azienda elettrica: non posso accettare che un’impresa delle dimensioni di ENEL, con il ruolo nevralgico di gestore dell’energia di una nazione come l’Italia, possa voltare le spalle ai cittadini e alle istituzioni che amministrano il territorio".

"Ho già evidenziato la totale incapacità comunicativa del gestore soprattutto nei confronti di quanti - tra sindaci e amministratori - erano in prima linea durante l’emergenza, obbligati anche a sopperire alla mancanza di un call-center efficiente per gli utenti del servizio elettrico, con il delicato compito di relazionarci con i cittadini in difficoltà, senza però avere le informazioni corrette per dare risposte adeguate, sia verbali sia operative".

NON BASTANO LE SCUSE, GLI ERRORI NON DEVONO RIPETERSI. Continua Stefano Mazzetti: "Mi preoccupa molto il fatto che l’atteggiamento del gestore non sia cambiato dopo questa pessima esperienza: quando si commette un errore è corretto e doveroso chiedere scusa ma anche fare in modo che l’errore diventi un’esperienza formativa attrezzandosi per non ripeterlo. Mi sembra di capire che non ci sia nessuna intenzione di dialogo, mentre il fatto di chiudere la porta ai sindaci e a chi amministra il territorio è esattamente ciò che avrebbero dovuto imparare a non fare mai più".

"Questo proprio non lo posso accettare, è una battaglia di principio e mi metto dalla parte dei miei cittadini, delle famiglie che sono rimaste al freddo e al buio per troppo tempo, mi metto dalla parte delle imprese artigiane e delle aziende della ricettività turistica che hanno perso una fetta di business che non verrà minimamente risarcita dal simbolico sconto in bolletta previsto da ENEL.
Mi metto dalla parte di quei Comuni, come il mio, che hanno dovuto affrontare spese impreviste per sistemare famiglie negli alberghi e per allestire centri di accoglienza e assistenza nel pieno di un’emergenza dai connotati oscuri (nel vero senso della parola)".

"Non intendo continuare a subire questo atteggiamento irresponsabile e irrispettoso nei confronti dei cittadini e dell’Istituzione che rappresento: per questo motivo sto valutando, insieme ad altri colleghi amministratori, di intraprendere le vie legali in tutte le forme possibili perché non può finire così... Chi ha sbagliato deve pagare e chi ha già messo mano al portafogli per un servizio non utilizzato, ovvero i cittadini che pagano le utenze e le tasse, deve essere risarcito per i servizi non utilizzati ma anche per i disagi dovuti alla mancata comunicazione”.

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