Al Dall'Ara per Nicole, la mamma: "Fino alla fine non ha mai smesso di combattere contro la malattia"

La ragazzina amava la vita, il mare e il Bologna FC. Più di 1000 persone si raduneranno sul prato dello stadio in suo ricordo e per solidarietà

Nicole Perera

“Non mollare mai” era il motto di Nicole Perera, la 22enne portata via da un tumore al cervello lo scorso gennaio. Ma lei, dagli occhi grandi e la forza di un leone, la sua battaglia l’ha vinta, lasciando a tutti una grande testimonianza: non arrendersi nonostante il dolore e la paura. Con lo sguardo dolce di una bambina ma la grinta di un adulto, per 4 anni ha combattuto con tutte le sue forze, non abbandonando mai né la scuola né la sua più grande passione: il Bologna. Un amore grande, tanto da andare a vedere le partite nella ‘sua curva’ nonostante la malattia o la sedia a rotelle. E non è un caso se venerdì 28, tutto lo stadio sarà in piedi per Nicole. L’associazione Bimbo Tu Onlus infatti, in collaborazione con il Bologna FC, ha organizzato una serata speciale: una cena sul manto erboso del dell’Ara, per tenere vivo il ricordo di Nicole e il grande obiettivo di continuare a lavorare senza sosta per dare ospitalità gratuita alle famiglie che affrontano lunghi ricoveri lontano da casa, così come è nella missione dell’associazione. In vista dell’evento, al quale parteciperanno non solo dirigenti e giocatori del Bologna, ma anche personaggi dello spettacolo come Gene Gnocchi e cantanti, tra i quali Luca Carboni, abbiamo intervistato la mamma di Nicole, Franca Guerzoni, che con orgoglio spiega: “Nicole era una ragazza speciale, si faceva voler bene da tutti. Era molto dolce, ma dal retrogusto amaro. Era schietta, sincera e durante tutto il calvario era lei a darci forza. Abbiamo saputo della malattia dopo due giorni dal suo 18esimo compleanno, il sabato sera eravamo a festeggiare e il lunedì la notizia che ci ha stravolto. Ma sono fiera di lei, lo sono sempre stata”.

Nicole aveva una grande passione per il Bologna, e adesso un evento solo per lei al dall’Ara…

“Era una super tifosa e un’abbonata. Quando poteva seguiva la squadra anche in trasferta ed è sempre voluta andare allo stadio, che chiamava la sua ‘seconda casa’. Continuava ad andare in curva nonostante fosse in sedia a rotelle, il pensiero di lasciare il suo posto e andare in una tribuna per stare più comoda proprio non la sfiorava. Lei ha continuato, per come ha potuto, la sua vita nonostante la malattia e le ricadute, aveva una forza incredibile e quando il presidente di Bimbo Tu ci ha detto che aveva in mente questo evento ci ha spiazzato. Ho provato forti emozioni, grande orgoglio e ho dovuto riprendere fiato. Nicole amava quel prato e l’odore dell’erba, e adesso saremo lì, tutti insieme per lei. E per questo voglio ringraziare tutti, società, giocatori e organizzatori. Alcuni calciatori sono andati a trovare Nicole anche in ospedale. Per gli altri era solo qualche minuto, ma per lei sono stati attimi impagabili”.

L’incontro con Bimbo Tu quando è avvenuto?

“Nicole era al Bellaria e lì inevitabilmente abbiamo incontrato questa splendida realtà. Quando ha scoperto il tumore era neo-maggiorenne, una fascia d’età che è un po' un limbo, era grande ma ancora una bambina, e tutta l’assistenza che ci è stata fornita è stata eccezionale. Dai medici agli infermieri ai volontari, una vera grande famiglia. Non possiamo dire assolutamente nulla a riguardo. Tutti hanno fatto il possibile, tutti i giorni, fino alla fine, così come Adam, il suo grande amore che nell’ultimo anno le ha dato quella felicità e forza che nessun altro poteva donarle”.

Chiunque conosceva Nicole dice che ha lasciato una forte testimonianza...

“Nicole era la prova di forza e coraggio, tenacia e dolcezza. Lottava perché voleva rivedere il mare,  si alzava e andava a scuola perché la maturità era importante e non ha mai voluto aiuti o privilegi. ‘Non mollare e non arrendersi mai’ era il suo motto, Lei era ed è un esempio, per capire che la vita è importante e che nonostante le avversità bisogna andare avanti. Il suo modo di affrontare la malattia e la sua vivacità sono stati un esempio per tutti. Non aveva vergogna di dire che aveva un tumore al cervello, e ha sempre affrontato tutto con grande coraggio”.

Cosa vuole dire a chi vive o ha vissuto il suo stesso calvario?

“E’ difficile, molto. Non ci sono consigli da dare ma sicuramente non bisogna passare il tempo a cercare una spiegazione, perché una spiegazione non c’è. E’ necessario solo lottare, andare avanti, dare forza e farsi tanto coraggio. Non c’è un perché, ma una cosa voglio dirla a tutti coloro che hanno figli in salute e danno le cose per scontate. La vita è una, e ogni attimo è importante, ogni momento è fondamentale. Fa male vedere genitori assenti o che non si curano dei propri bambini. E’ necessario prendere coscienza del valore della vita e farne tesoro”.

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