S.Pietro, Pieve, Galliera e Castello d'Argile: opposizioni contro la fusione

"La preoccupazione è che le Giunte chiedano ai Consigli di approvare la delibera per richiedere alla Regione di avviare l'iter amministrativo prima di aver consultato preventivamente i cittadini"

Alleanza d'intenti tra la Lega, FI, FdI con il M5S contro la fusione dei Comuni di Galliera, San Pietro in Casale, Pieve di Cento e Castello d'Argile: "I circoli PD di questi comuni  già a novembre 2016, hanno richiesto ai Sindaci di realizzare uno studio di fattibilità su una possibile fusione dei propri Comuni. Gli stessi circoli PD hanno aperto anche un sito internet per presentare alla cittadinanza la loro idea su un (improbabile) futuro roseo e prospero del nuovo maxi-Comune da 30'000 abitanti. Di questo futuro prosperoso non ne sono convinti i Consiglieri comunali delle opposizioni" spiegano in una nota i consiglieri delle opposizioni. 

"Tra i banchi dei Consigli comunali serpeggia anche un'altra preoccupazione - continua la nota -  le Giunte potrebbero chiedere ai Consigli di approvare la delibera per richiedere alla Regione di avviare l'iter amministrativo per la fusione prima di aver consultato preventivamente i cittadini. A San Pietro in Casale, si sono uniti due gruppi di opposizione, il M5S e la lista del centro-destra "San Pietro in testa" che, per scongiurare che questo avvenga hanno deciso di raccogliere le firme di quei cittadini che vogliono esprimersi prima sulla fusione e prima che venga coinvolta la Regione E-R".

Mattia Polazzi, consigliere della Lega Nord e capogruppo della lista “San Pietro in testa”, richiama il Sindaco "a rispettare la promessa fatta in Consiglio Comunale, "il Sindaco promise di consultare i cittadini prima di avviare qualsiasi procedura che potrebbe portare alla fusione, questa raccolta firme servirà per sostenere la promessa di Pezzoli" prosegue Polazzi "ci aspettiamo che presentino lo studio di fattibilità al Consiglio comunale ed ai cittadini e speriamo che il Partito Democratico non voglia fare la corsa al Comune unico senza concedere il giusto tempo per informare la popolazione". 

Gli fa eco Maria Rossi, capogruppo del M5S in Comune a San Pietro in Casale: “non solo il sindaco promise di consultare i cittadini prima di avviare qualsivoglia procedura indirizzata alla fusione, ma ci ha anche assicurato che non sarebbe mai andato contro la volontà dei suoi cittadini qualora questi non sarebbero stati favorevoli alla fusione stessa e che non si sarebbe ripetuto un altro caso ‘Valsamoggia’.”  prosegue la Rossi ”Aderendo a questa raccolta firme vogliamo contribuire ad una informazione che porti ad una scelta consapevole e responsabile della cittadinanza al fine di agevolare democraticamente ogni scelta.” conclude la capogruppo del M5S “Sarà opportuno informare come non sia indispensabile fondere i Comuni per ottenere quote economiche dalla regione, che tra l’altro provengono dalle nostre tasse, per lavori pubblici e riqualificazione degli edifici o ancora come non sia indispensabile abolire i Comuni che storicamente dopo la famiglia sono stati la base del tessuto sociale sul quale sono nate poi le regioni e gli stati. Eliminando la base dubitiamo della solidità e dell’equità dell’intero sistema sociale. Poniamoci una domanda: cui prodest ?"

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