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'Non sono un eroe', il corto degli infermieri del Maggiore: "Non dimenticateci" | VIDEO

L'autore, Antonio Capodieci, infermiere e appassionato di Cinema, ha coinvolto i suoi colleghi nel progetto: "Siamo quelli che fino a tre mesi fa subivano insulti e aggressioni"

 

Un corto per riflettere sulla definizione di eroe, come sono stati definiti gli infermieri e gli operatori sanitari durante l'emergenza coronavirus, realizzato da alcuni infermieri dell'Ospedale Maggiore di Bologna, per ribadire l'importanza del loro lavoro sempre, non soltanto in fase emergenziale.

"Il corto che ho realizzato è una riflessione sulla definizione di eroi che ci è stata attribuita questo periodo. Questo è motivo di orgoglio ovviamente – spiega Antonio Capodieci, autore del corto – ma fa anche riflettere perché fino a poco più di tre mesi fa ci dovevamo difendere da insulti, aggressioni verbali e fisiche. Il nostro lavoro lo facciamo con dedizione e sacrificio da sempre, soprattutto in Pronto soccorso, adattandoci ad ogni tipo di emergenza per salvaguardare sempre la salute dei pazienti".

"Fare l'infermiere è vivere quotidianamente fra gioia e dolore, fra vita e morte. È la nostra peculiarità. E il mio reparto, i miei colleghi, molti dei quali sono anche miei amici, affronta con testa alta quotidianamente tutto questo. Ora siamo al centro dell'attenzione – conclude – ma non vorremmo che si dimenticassero di noi nuovamente. L'idea del corto è nata dalla necessità di far emergere questo aspetto e dall'unione di passione e lavoro: amo il cinema e la fotografia e sto finendo l'accademia nazionale del Cinema di Bologna".

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