Nuovo pronto soccorso del Maggiore, più sicurezza e vigilanza 24 ore

Gli interventi rispondono alla richiesta di maggiore sicurezza che proviene dal personale in servizio al Pronto soccorso dell'ospedale Maggiore

Un sistema rapido di chiamata per allertare in tempo reale il posto di Polizia e la vigilanza, che localizza il luogo da cui parte la richiesta di aiuto. E' la soluzione che l'Ausl di Bologna sta studiando per rispondere alla richiesta di maggiore sicurezza che proviene dal personale in servizio al Pronto soccorso dell'ospedale Maggiore.

Ne ha parlato la direttrice generale dell'Ausl, Chiara Gibertoni, durante la conferenza stampa dedicata oggi alla presentazione degli interventi di ristrutturazione e ampliamento del Pronto soccorso che stanno per concludersi al Maggiore. Di recente, l'Ausl ha intanto rafforzato la vigilanza, anche in seguito all'aggressione di una dottoressa e di un'infermiera.

Dal 19 gennaio una guardia giurata in più è dedicata, dalle 21 alle 6, esclusivamente alla vigilanza all'interno del Pronto soccorso. L'attività di vigilanza interna, già rafforzata nel 2016 con l'estensione della fascia di copertura anche in orario diurno feriale, e' stata ulteriormente potenziata a partire dalla stessa data, garantendone la copertura 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Il Pronto soccorso, dunque, e' vigilato da una guardia notturna dedicata, che si aggiunge ai turni di quella gia' attiva nell'ospedale. Inoltre, sono sei le telecamere attive all'interno del Pronto soccorso.

In aggiunta a queste misure, "stiamo studiando un sistema di allerta che possa essere indossato dall'operatore e che nello stesso tempo possa localizzarlo - afferma Gibertoni - per allertare il supporto della guardia di sicurezza, quando ce n'èbisogno".

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L'ultimo episodio "è avvenuto in un ambulatorio, dunque in una situazione protetta", ricorda la direttrice generale, con una modalita' diversa dal "tipo di reazione che e' prevedibile quando c'e' una situazione di tensione": con il nuovo sistema, il personale "in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo potrà allertare e chiamare aiuto". Per offrire quest'opportunita' in piu' "abbiamo gia' individuato una soluzione", aggiunge Gibertoni. Inoltre, l'Ausl intende "puntare molto sulla formazione degli operatori", anche sfruttando "l'esperienza del dipartimento di Salute mentale- spiega la manager- che ha a che fare con pazienti caratterizzati da livelli di fragilita' tali che li portano anche ad essere aggressivi".

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