Stretta su regolamento edilizio, parte ricorso asso-proprietari al Tar

Contestati due atti. Ape-confedilizia: "Le cantine diventino alloggi, se ci sono le condizioni"

Come annunciato, Ape-Confedilizia ha impugnato di fronte al Tar dell'Emilia-Romagna le due delibere del Comune di Bologna che modificano il Regolamento urbano dell'edilizia innalzando i costi di costruzione e introducendo criteri più restrittivi per i cambi d'uso e i frazionamenti degli immobili.

Il ricorso è stato notificato la scorsa settimana e chiede l'annullamento delle delibere 92 e 94 approvate da Palazzo D'Accursio a settembre di quest'anno. "Bisogna limitare i divieti", scandisce la presidente dell'associazione dei proprietari edilizia, Elisabetta Brunelli, spalleggiata in questa sua battaglia anche da Forza Italia.

"Faremo le barricate", promette il coordinatore cittadino Antonio Fiamingo. "Le due delibere contraddicono la legge regionale 24 del 2017 che punta all'azzeramento del consumo di suolo introducendo strumenti di incentivazione degli interventi di riqualificazione", spiega Giovanni Govi, il legale che ha firmato l'impugnazione al Tar.

"La delibera non solo non diminuisce oltre la soglia consentita dalla Regione il costo di costruzione, ma in alcuni casi aumenta gli oneri", contesta l'avvocato. Inoltre, "vengono modificati i requisiti richiesti per i cambi d'uso e i frazionamenti, introducendo restrizioni sull'illuminazione e i doppi affacci che solitamente riguardano le nuove costruzioni. In questo modo gli interventi di riqualificazione diventano impossibili o troppo costosi", sostiene Govi.

Il doppio affaccio non esiste nella maggior parte degli edifici del centro storico e in quelli edificati sui portici. Così  i frazionamenti non si possono fare. Ma questo vale solo per i privati, perché il Comune si autoesenta dal rispetto di questi criteri per il protocollo 'Mille case per Bologna', perché sanno benissimo che è impossibile attenersi a quelle prescrizioni", punta il dito Govi. Non è solo una questione di merito, ma anche di metodo.

"Non c'è stato nessun confronto con gli ordini professionali, che si sono ritrovati dal giorno alla notte a dover fare i conti con regole nuove, tanto che nel mese di proroga, da fine settembre a fine ottobre, c'è stato un vero e proprio assalto agli uffici comunali che sono stati intasati dalle pratiche", ricostruisce Brunelli.

Il sindaco, dopo la pubblicazione delle due delibere e di fronte alle proteste di Confedilizia, ha contrattaccato avvisando che "è finita la pacchia" per i 'furbetti' che trasformano cantine e soffitte in appartamenti. "Io sono favorevole a trasformare le cantine in alloggi se ci sono le condizioni per farlo", replica Brunelli. "Ci sono troppe tasse sugli immobili. Non è più un privilegio possedere delle abitazioni, che ormai sono solo un onere", testimonia la senatrice di Forza Italia, Annamaria Bernini, appoggiando la battaglia di Confedilizia. (Vor/ Dire)

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