Omicidio del Pilastro: arrestato il vicino di casa, la coltellata fatale davanti alla nipotina

Ricostruita la dinamica dell'accaduto. La vittima in casa dell'omicida con un suo amico, poi la colluttazione e il fendente fatale. Ancora mistero sul movente

Ha confermato sotto interrogatorio le ammissioni fornite in precedenza. Così Luciano Listrani, 58 anni, è stato arrestato nella serata di ieri dalla Squadra mobile della Polizia di Bologna, per l'omicidio di Nicola Rinaldi, 28 anni, morto accoltellato dopo una lite. Emergono i primi dettagli di un omicidio che ha scosso tutto il quartiere Pilastro, con momenti di tensione tra i residenti e i familiari a più riprese, nella giornata di ieri, quando si è consumato tutto.

La ricostruzione del delitto

Listrani -secondo quanto finora ricostruito- si trovava in casa con la moglie, la figlia, il genero -un 35enne tunisino, poi fuggito ma risultato estraneo ai fatti- e la nipotina di quattro anni. Intorno alle 7:30, nel loro appartamento al quarto piano di via Frati 7, quartiere Pilastro, la vittima suona alla porta. La famiglia della figlia dormiva in una altra stanza. In questo primo approccio Listrani manda via Rinaldi.

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Intorno alle 11 però il 28enne chiama un suo conoscente e si ripresenta a casa di Listrani. Questa volta i toni sono ben più alti, i due interessati vengono alle mani, c'è una violenta colluttazione tra Rinaldi e il 58enne, che inizia all'ingresso e si trascina fino in sala da pranzo. In disparte, la moglie di Listrani e la nipotina di soli quattro anni. L'amico italiano del 28enne nel frattempo non prende parte alla lite, ma chiude in camera la figlia di Listrani e il compagno.

Al violento diverbio segue un unico fatale fendente con il coltello preso sul tavolo della cucina. La colluttazione cessa, Rinaldi si mette le mani al collo e assieme all'amico scendono precipitosamente le scale e, una volta fuori dal conodominio, il 28enne si accascia esanime. A questo punto parte la chiamata ai soccorsi, che quando arrivano trovano Rinaldi già cadavere.

Nel frattempo, il responsabile si chiude in casa, mentre il 35enne, la compagna e la bimba escono di casa e lui cerca di fuggire, probabilmente immaginando una ritorsione da parte dei familiari della vittima. E così è: l'uomo, intercettato da un gruppo di persone in via Galeotti, viene colpito da qualche bastonata prima di essere preso a forza e portato via dalla Polizia. Circa negli stessi momenti, gli agenti della squadra mobile entrano nella casa luogo del delitto e trovano Listrani, che subito fa le prime ammissioni. In serata, la formalizzazione dell'accusa del pm Marco Imperato: omicidio volontario. Fermato in un primo momento anche il padre della nipotina, ma dopo gli approfondimenti investigativi l'uomo è stato considerato estraneo ai fatti e quindi liberato. A difendere l'arrestato sarà il legale Luciano Bertoluzza.

Omicidio del Pilastro: prima la colluttazione, poi il fendente mortale | VIDEO

La tensione nel quartiere

Se la dinamica sembra a grandi linee chiarita, ancora molti interrogativi si levano sul movente. In base ai precedenti in capo sia alla vittima che all'omicida, si ipotizza un debito pregresso, oppure fatti legati al mondo della droga. Quanto alle tensioni scaturite nei momenti immediatamente successivi agli eventi e alla conseguente tensione in quartiere tra i conoscenti delle due famiglie coinvolte, Acer -di cui entrambe le case gli inquilini ono assegnatari-  ha fatto sapere che prenderà in considerazione il trasferimento per motivi di sicurezza del nucleo che abitava in casa del 58enne reo confesso.

"Abbiamo assistito a delle reazioni ieri, dovute sia all'emotività sia la particlare situazione che vive quel particolare agglomerato" sottolinea il capo della squadra mobile Luca Armeni che assieme alla capo delle Volanti Annalisa Magliuolo ha coordinato le indagini subito dopo l'omicidio, sulle tensioni di ieri. "Mi auguro, anzi sono convinto -conclude- che la vicenda tragica, tragicissima, sia finita ieri sera con l'arresto del colpevole e che rimanga nell'ambito della polizia e della magistratura, nei suoi sviluppi".

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