Zona U, pub chiusi all'una: "In un week-end ci rimetto almeno 1.000 euro"

I gestori dei locali nella zona non credono che il problema siano gli orari, quanto la sicurezza e l'ordine pubblico. Dopo che è stata negata loro l'estensione della fascia oraria d'esercizio, sbottano: "Con tutte le tasse che paghiamo, se lavoriamo con etica non dobbiamo essere penalizzati"

Serrande abbassate all'una e niente più deroghe, ora non più solo in via Petroni ma in tutto il grande quadrilatero San Vitale/Moline/Oberdan/Borgo di San Pietro. Dopo che il Consiglio di Stato qualche giorno fa  ha dato ragione ai residenti della zona universitaria bocciando i patti di collaborazione del Comune di Bologna i locali sono stati costretti ad adeguarsi, ma senza rassegnarsi.

"Dovremmo parlare di sicurezza e non di orari - dice Massimo Zucchini, presidente Confesercenti e titolare del Pub Celtic Druid di via Caduti di Cefalonia (che resta fuori dall'area limitata) - visto che il problema vero è quello dell'ordine pubblico e dello spaccio di droga. Hanno vinto sulla sospensiva, ma non sull'ordinanza. Mercoledì faremo un nuovo incontro con il consorzio Enjoy Bologna".

E Zucchini non è il solo a metterla sul piano della sicurezza, facendo anche una grande distinzione fra chi ha un locale di qualità e chi 'spaccia alcol' con cicchetti a un euro e drink con prodotti i bassa qualità, che aumentano il fenomeno di ubriacature moleste.

Fra le voci del grande coro di gestori di locali c'è anche quella dell'ex grillino Giovanni Favia, che da qualche mese ha aperto il "Vamolà" in via delle Moline: "Gli amministratori di questa città sono dei dilettanti e ancora una volta non capiscono che il problema non sono gli orari che fanno i locali e in tutto questo noi dobbiamo dialogare con Lepore, che poi però non può decidere. Possibile che Merola non abbia tempo di incontrarci? Possibile che non sia fatta distinzione fra chi vende alcol a basso costo e chi fa degustazioni e cucina? E' questione di etica d'impresa e di rispetto del contesto sociale. Fra l'altro noi paghiamo un mare di tasse. Vogliamo parlare con il sindaco di tutto questo".

Anche Simone Tauffer del Boteco di via San Vitale non l'ha presa molto bene dichiarando perdere circa 1.000 euro a week-end: "Con le deroghe la cosa era sopportabile - spiega il giovane - ma per me che lavoro soprattutto nella tarda serata adesso è davvero dura e il venerdì e il sabato perdo circa 500 euro a notte. Prima chiudevo alle tre. Fra l'altro mi sono sempre preoccupato di tenere in ordine il portico e di raccomandare i clienti di non fare baccano: ma non c'è distinzione fra locali che si comportano bene e locali che non si fanno scrupoli. Spero che ci siano delle evoluzioni dopo gli incontri che abbiamo in programma".

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