Ospedale Porretta, chiuso il punto nascite: ostetriche trasferite, proclamato lo stato di agitazione

Giunta l'ufficializzazione da parte dell'Ausl con relative disposizioni per le partorienti. I sindacati non ci stanno: 'La misura è piena'. Interrotte "con effetto immediato" le relazioni con l'azienda. In cantiere manifestazioni di protesta

La chiusura del punto nascite dell'ospedale di Porretta Terme aleggiava da tempo nell'aria, ed è ora giunta l'ufficializzazione da parte dell'Ausl. Il reparto sarà inattivo dal prossimo 14 febbraio. Le ostetriche in forza saranno trasferite presso altre strutture dell'azienda sanitaria.

La notizia non è stata accolta con rassegnazione da FP-Cgil, che attraverso una nota non risparmia parole di disappunto: 'Riteniamo inaccettabile una tale modalità operativa e comunicativa da parte dell’Azienda USL, che ci ha comunicato la cosa solo oggi".
Considerato poi che la discussione sull’eventuale chiusura del punto nascita di Porretta era cosa ampiamente dibattuta in tutte le sedi - continua il sindacato - "davvero non si comprende ne soprattutto si può accettare il fatto che l’Azienda proceda “ manu militari” chiudendo un servizio sanitario comunicandolo solamente due giorni prima".

La decisione, operativa in brevissimo tempo, creerebbe infatti non pochi disagi "ai cittadini, ma anche - sottolinea FP-Cgil - ai lavoratori che di punto in bianco devono riorganizzare le loro aspettative di vita e di lavoro".

Insanabile ormai il contrasto tra le sigle sindacali e l'Ausl: "Se questa è la modalità con cui l’Azienda intende gestire il confronto sindacale e il rapporto con i Cittadini dei diversi territori Aziendali nella necessaria fase di riorganizzazione interna si assumerà per intero le inevitabili conseguenze - chiosa la nota sindacale - che riporta la decisione dell'interruzione "con effetto immediato delle relazioni sindacali, e lo stato di agitazione delle Operatrici del punto nascita di Porretta". In cantiere iniziative di protesta e di coinvolgimento dei cittadini e dei lavoratori.
Risale a fine anno l'ultima mobilitazione di massa per la salvaguardia degli ospedali della montagna: 'Vergogna, non siamo cittadini di serie b , paghiamo le tasse e chiudete i nostri ospedali' urlavano alcuni cittadini, manifestando il loro dissenso davanti alla sede della Regione.

Stesso 'dente avvelenato' anche da parte di Cisl Fp, che lancia l’allarme sulla sanità bolognese, comunicando anche da parte loro l'interruzione completa delle relazioni sindacali con l’Azienda Ausl di Bologna.
“Da tempo – lamenta Gina Risi responsabile sanità della Cisl Fp Area metropolitana bolognese – l’operato dell’Azienda Ausl si contraddistingue per le decisioni unilaterali che vengono prese a proposito di temi inerenti l’intera cittadinanza”.
“L’ultima in ordine di apparizione – prosegue la sindacalista Cisl – è la comunicazione odierna della chiusura del Punto nascite di Porretta Terme, caduta dall’alto, senza nessuna possibilità di trattativa e di confronto con le parti sociali, che avrà gravi ripercussioni sia per il personale che per la comunità. E’ una decisione che rappresenta, semmai ce ne fosse bisogno, l’ennesimo approccio burocratico.  Da un’Azienda sanitaria, ci si aspetterebbe quantomeno attenzione nei confronti dei pazienti e rispetto nei confronti dei propri dipendenti”.
Oltre alla situazione dell'ospedale di Porretta, "numerosi gli esempi" - riporta Cisl - in cui si percepirebbe un approccio dispotico da parte di Ausl, "dalla riorganizzazione dell’area amministrativa, senza coinvolgere i sindacati, alla riorganizzazione delle Medicine del Maggiore. In quest’ultima – afferma la dirigente sindacale- dove arrivano pazienti 24 ore su 24 nell’ “Area rossa” senza avere una copertura adeguata di personale per gestire tali carichi assistenziali “.

L'ANNUNCIO DI AUSL E DISPOSIZIONI PER PARTORIENTI.  Dalle ore 8,00 di venerdì 14 febbraio la funzione di parto dell’Ospedale di Porretta Terme sarà trasferita e presa in carico dalle Maternità dell’Azienda Usl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna. Le donne in gravidanza potranno scegliere, infatti, il punto nascita nel quale partorire tra i tre presenti nel territorio metropolitano, Ospedale Maggiore, Ospedale S.Orsola-Malpighi, Ospedale di Bentivoglio.

L’Azienda sta contattando direttamente, attraverso i professionisti che le hanno seguite in gravidanza, tutte le donne del distretto di Porretta Terme in gravidanza a termine prese in carico, in maniera da accompagnarle nella parte finale del percorso e affidarle al Punto Parto prescelto dalla gestante tra Ospedale Maggiore, Ospedale S. Orsola-Malpighi, Ospedale di Bentivoglio.

Per le donne in gravidanza residenti nei comuni del distretto di Porretta Terme continuerà ad essere attivo il Percorso Nascita presso i consultori di Castiglione dei Pepoli, Porretta Terme, Vado, Vergato. Un percorso nel quale le ostetriche accolgono, informano e valutano l’evoluzione della gravidanza, predisponendo e prenotando tutta la diagnostica necessaria allo screening prenatale presso gli ospedali di Porretta Terme e Vergato. Anche l’appuntamento presso la Maternità scelta dalla donna é fissato direttamente dalle ostetriche.
I ginecologi dell’Ospedale di Porretta Terme, appartenenti alla stessa équipe della Maternità del Maggiore, continueranno a garantire l’assistenza alle donne in gravidanza prima e dopo il parto, attivando, in caso di sospetta o già accertata gravidanza a rischio, tutte le consulenze e le prestazioni diagnostiche necessarie.

Le donne del distretto di Porretta Terme prese in carico per la gravidanza che sceglieranno di partorire alla Maternità dell’Ospedale Maggiore avranno la possibilità di alloggiare gratuitamente nei pressi del punto nascita dell’Ospedale Maggiore, in strutture messe a disposizione dalla Azienda USL di Bologna.

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