Persiceto avrà il suo outlet? Cittadini in presidio "non sudditi"

Il 27 agosto il Consiglio Comunale deciderà se accettare la richiesta del percorso partecipato con i persicetani che hanno che firmato una petizione: "Decida la prossima amministrazione, dopo le elezioni 2014". No di Ascom all'outlet

Il 27 agosto il Consiglio Comunale deciderà se "accettare o respingere la richiesta del percorso partecipato in base alla legge regionale 3/2010, per cui tanti persicetani hanno firmato la petizione; ovvero deciderà se considerarci cittadini o sudditi", così scrive il Comitato "un'alternativa all'outlet di Persiceto" che presenzierà al Consiglio.

Il comitato fa notare che l’outlet "non era previsto nel programma di legislatura dell’attuale maggioranza e quindi il Sindaco e la sua Giunta non hanno il mandato dei cittadini per approvare l'opera" convinti che dunque che a decidere dovrà essere la prossima amministrazione, dopo le elezioni 2014.

Se l’Amministrazione comunale decidesse ora, senza la possibilità di un coinvolgimento vero ed effettivo dei cittadini "sarebbe un vero e proprio scippo del futuro dei persicetani, che verrebbero estromessi da decisioni così impattanti sulla collettività".

Gli attivisti chiedono che il percorso partecipato venga fatto prima  e non dopo che sia stata presa qualsiasi decisione sull'outlet. Solo così, nel rispetto della legge regionale 3/2010, i cittadini avranno la possibilità di esprimere la propria opinione sul progetto. No quindi all’ipotesi, proposta dal Sindaco, di un percorso al di fuori della Legge Regionale "in questo caso la partecipazione diventerebbe una farsa poichè i cittadini potrebbero solo suggerire proposte di mitigazione su un progetto outlet già deciso e sul quale non hanno potuto esprimersi".

Per parlare della petizione è stata fissata la data del 27 agosto "quando molti persicetani saranno in ferie e non potranno informarsi, per tutti questi motivi la richiesta di vera partecipazione non va in ferie" organizzando così per il 21 mattina un presidio informativo in piazza del Popolo e per il 22 alle ore 21.00, presso Sala Consiliare del Consorzio dei Partecipanti, Corso Italia 45, il Prof. Rodolfo Lewanski (presidente nazionale dell’Associazione italiana Partecipazione) e Ugo Mazza, promotore della legge regionale 3/2010 sulla partecipazione, incontreranno la cittadinanza per spiegare a tutti cosa significa vera partecipazione".

Outlet a S. Giovanni in Persiceto: i cittadini raccolgono le firme, no di Ascom

COMITATO. "Un'alternativa alla costruzione dell'outlet a Persiceto", è il gruppo su Facebook per chiedere altre soluzioni per il rilancio della cittadina, a seguito della richiesta arrivata al Comune da Pirani Group di Luigi Ferretti e McArthurGlen che vorrebbero costruire la nuova struttura nella zona tra il Polo scolastico Archimede e l’inizio del nuovo comparto “Ex zuccherificio”, area sulla quale "il piano approvato già nel mandato amministrativo precedente prevedeva la costruzione di case, capannoni e negozi“ si legge sul sito del Comune.

Dopo la discussione in Giunta, il sindaco Renato Mazzucca ne ha parlato con i cittadini il 27 giugno, ma loro hanno giocato d'anticipo iniziando la raccolta firme nei banchetti e nei negozi del paese. Benchè anche Sel Unione Terre d’Acqua appoggi la via del percorso partecipato, i persicetani specificano che la petizione è apartitica.

LA PETIZIONE. Noi cittadini, in merito alla proposta dell’amministrazione comunale di San Giovanni in Persiceto di convertire l’area tra il Polo scolastico “Archimede” e l’inizio del nuovo comparto “Ex zuccherificio”, da area che prevedeva la costruzione di case, capannoni e negozi ad area soprattutto commerciale e in parte residenziale con un progetto di outlet di 18.000 mq per abbigliamento di fascia medio-alta, chiediamo che a tal proposito, visto l’impatto che tale struttura avrà sul territorio persicetano per i prossimi decenni, l’amministrazione comunale avvii un processo partecipativo con la cittadinanza in base alla legge regionale n. 3/2010, che porti a scelte ponderate ed approfondite per il bene dei Persicetani. A suffragio di questa richiesta portiamo le firme dei cittadini persicetani desiderosi di essere coinvolti in una decisione che deve essere il più possibile partecipata e condivisa, visto che coinvolgerà le generazioni attuali e future e lo sviluppo culturale ed economico del territorio. Fin da ora ci rendiamo disponibili a sederci attorno al tavolo di negoziazione, così come scritto nella legge regionale n. 3/2010. Siamo sicuri che accettando questo percorso si creerà una maggiore coesione sociale, governando la conflittualità e facilitando l'individuazione di obiettivi e mezzi condivisi tra gli attori territoriali: amministrazioni pubbliche, istituti pubblici, associazioni di rappresentanza economica e culturale, imprese, famiglie e cittadini. Chiediamo che l’amministrazione comunale si esprima con celerità su questa nostra richiesta e preannunciamo che in caso di diniego o assenza di risposta entro i termini previsti dalla legge regionale n. 3/2010 chiederemo l’intervento della Regione nella figura del Tecnico di Garanzia in materia di partecipazione.

NO DI ASCOM.  "Confcommercio Ascom Bologna da alcuni anni ritiene che nella nostra Provincia esiste già una presenza di grande distribuzione addirittura superiore alle necessità e che il mercato è da tempo saturo" si legge nella nota a firma Gilberto Lambertini, Presidente della Circoscrizione Comunale di San Giovanni in Persiceto, e di Enrico Postacchini, Presidente Ascom Bologna "il nostro parere è quindi del tutto negativo rispetto a nuovi insediamenti che avrebbero certamente un forte impatto sulla rete di vendita di prossimità già sferzata da un calo strutturale dei consumi e da una crisi economica che non accenna ad arrestarsi in un territorio colpito l'anno scorso dal terremoto... Un nuovo insediamento della grande distribuzione a San Giovanni in Persiceto con il formato dell'Outlet sarebbe in assoluta controtendenza rispetto alle condizione di mercato e alle caratteristiche della provincia di Bologna nella quale il trend demografico non è in crescita, diminuiscono i consumi, aumenta l'età media della popolazione e si afferma l'esigenza opposta di garantire un servizio commerciale di prossimità.  E' evidente a tutti come l'apertura di una simile struttura non solo danneggerebbe in modo grave le attività oggi presenti a San Giovanni, ma avrebbe una più ampia ricaduta, altrettanto pesante, anche nei territori della pianura, colpendo le province di Bologna, Modena e Ferrara.


 

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