Palazzo Fava: tagliato fuori perchè scioperò, oggi il Giudice del Lavoro gli dà ragione

La vicenda risale a due anni fa e ha come protagonista il 30enne Andrea Paci, che ai tempi della mostra di Vermeer a Palazzo Fava lavorava per il Cafè Letterario: oggi l'ordinanza che gli farà riavere il posto

Andrea Paci al lavoro

Andrea Paci è uno dei dipendenti del Cafè di Palazzo Fava che nel gennaio 2014, a ridosso dell'apertura della mostra dedicata a Vermeer che anche grazie alla notorietà dell'opera "La ragazza con l'orecchino di perla" fu un grandissimo successo, partecipò allo "sciopero bianco" indetto per tutelare i lavoratori dopo l'annunciata intenzione di chiudere il bar per dare maggiore spazio ai locali della mostra. Oggi l'ordinanza del Giudice del Lavoro, rappresenta per il giovane il "felice epilogo" di una vicenda lavorativa complessa. 

"Io che feci da portavoce a quella protesta, esattamente un mese dopo lo sciopero (il 7 Febbraio 2014) non venni trasferito alle dipendenze della nuova gestione in occasione dell'avvio della mostra di Palazzo Fava - spiega Andrea Paci, che il 10 gennaio scorso, dopo due anni, ha avuto modo di apprendere che la legge gli ha dato ragione - Finalmente, con ordinanza cautelare in corso di causa, il Giudice del Lavoro ha dichiarato illegittimo il mio mancato trasferimento ai sensi dell'articolo inderogabile 2112 c.c., e ha ordinato in via cautelare e urgente alla attuale gestione di riammettermi al lavoro".

Quali sono i punti salienti dell'ordinanza? "Nel documento si legge che al ramo di azienda sarebbero rimasti addetti esclusivamente Z., S. e F. e nulla veniva stabilito con riferimento ad Andrea Paci e non è in contestazione il fatto che anche Andrea Paci era in effetti addetto al ramo di azienda affittato; non è in contestazione che Paci tempestivamente in data 11.2.2014 ha rivendicato il suo diritto a passare alle dipendenze del nuovo gestore alla stregua dei lavoratori subordinati indicati nell'atto di cessione".

"Avevano volutamente fatto sparire il mio nome dagli addetti al Cafè Letterario, ma ciò non è bastato ad evitare che venisse riconosciuta l'illegittimità del mio mancato trasferimento alle dipendenze del nuovo gestore, in quanto l'articolo 2112 cc prevede (al comma 1) che in caso di trasferimento d'azienda il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano".

Dunque potrà ora tornare a lavorare? "Leggo che da tale disposizione discende il diritto del ricorrente alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della realtà cessionaria a far data dal 7.2.2014. Mi sono reso subito disponibile per tornare al lavoro. Lo farei già da domani!". 

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