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Una schiacciata contro il virus: la raccolta fondi della Pallavolo Bologna | VIDEO

L’obiettivo è quello di racimolare 10mila euro da devolvere all’Ausl di Bologna

 

Una schiacciata contro il virus. Pallavolo Bologna, società nata l’ottobre scorso dalla fusione di 7 società del territorio metropolitano, con una squadra che fino all’interruzione del campionato era al secondo posto della serie B, scende in campo contro il Covid a favore del sistema sanitario bolognese lanciando, attraverso un video, una raccolta fondi.

L’obiettivo è quello di racimolare 10.000 euro da devolvere all’Ausl di Bologna. Ne parliamo con la vicepresidente e consigliera del Comune di Bologna Pd Roberta Li Calzi.  

Da dove nasce l’idea della raccolta fondi?

"L’idea è partita perché la pallavolo, come gli altri sport, è ferma. Ci siamo confrontati con i dirigenti che hanno condiviso come lo sport sia un valore sociale. Abbiamo pensato che la cosa più utile, e che rispecchiasse il valore di aiuto dell’altro dello sport di squadra, in questo caso di chi sta peggio, fosse quella di una raccolta fondi".

Quale obiettivo vi siete posti?

"L’obiettivo che ci siamo posti è alto, si tratta di 10.000 euro, ma naturalmente tutto quello che arriverà sarà devoluto all’Ausl di Bologna".

Chi ha contribuito?

"Hanno contribuito i giocatori, lo staff tecnico, la dirigenza, i presidenti delle 7 società di Bologna città metropolitana che hanno dato vita all’esperienza di pallavolo Bologna, ma anche i tifosi che da ottobre si sono affezionati a questa nuova realtà. Anche con poco ciascuno, perché naturalmente la situazione di difficoltà economica colpisce tutti anche a Bologna, si può dare una mano al sistema sanitario bolognese".

A chi sarà devoluto il ricavato?

"I soldi saranno devoluti all’Ausl di Bologna, che serve i vari ospedali della città. Abbiamo deciso di usare il canale istituzionale e ufficiale della sanità bolognese che al suo interno ottimizzerà le risorse indirizzandole dove c’è bisogno".    

Passando ai giocatori, come stanno?

"«I giocatori per fortuna sono tutti in salute, chi più chi meno cerca di mantenersi in allenamento a seconda degli spazi che ha a disposizione".  

E invece sul futuro del campionato: quali possono essere le prospettive per il domani?

"Tutto per il momento è fermo. Ad eccezione di poche leghe, come quella del basket, che hanno interrotto i campionati, altre come quella della pallavolo non hanno ancora preso una decisione definitiva, anche perché non l’ha ancora presa il Coni. Una decisione di stop quindi non c’è ancora. Le alternative che sta valutando la lega pallavolo sono diverse, poi bisogna vedere a quali campionati si applicheranno però. Una decisione potrebbe essere quella di chiuderla qua con il campionato con la classifica attuale, ma si potrebbe pensare anche una fase di playoff concentrata quando si riprenderà, o giocare da quando si riinizierà fino ad estate inoltrata. Sono decisioni che spettano alla Fipav e alla lega pallavolo ma tutto dipende dagli sviluppi della situazione sanitaria".

Passando a Pallavolo Bologna, perché riunire 7 società già presenti nel territorio metropolitano in un’unica?

"La società è nata da pochi mesi da diverse società, nessuna delle quali però aveva un campionato di vertice. E ‘una società nata da poco tempo con un grande merito sia dei giocatori che dello staff tecnico. La nuova squadra a febbraio è arrivata seconda in classifica, con partite molto combattute facendo risorgere l’entusiasmo che avevamo visto ad ottobre 2018 con i mondiali che si sono giocati a Bologna. Questa città ha voglia di pallavolo e questa società l’ha fatto rinascere.  L’idea era quella non di catapultare qualcosa dall’alto, o dall’esterno, come una novità, ma di provare a riportare in alto la pallavolo a Bologna partendo da quello che c’è, da un tessuto sociale e sportivo già esistente, con società che con poche risorse e mezzi sono riuscite a mantenere un tessuto sportivo attivo e partecipato cercando di dare una risposta a tutti i ragazzi che vogliono giocare a pallavolo ma che non hanno uno sbocco di vertice, in tutta l’area metropolitana, da Bologna a Imola. Si è cominciato con il maschile, prossimamente ci sarà il femminile con un progetto analogo".

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