Manifestazione pro opere pubbliche: "L'Emilia-Romagna non si ferma"

Una manifestazione pubblica con i sindaci, le associazioni economiche e i sindacati oggi al Palazzo dei Congressi

Una manifestazione pubblica con i sindaci, le associazioni economiche e i sindacati per ribadire che "l’Emilia-Romagna non si ferma". In pratica un monito al Governo perchè sblocchi le grandi opere previste.

Questa mattina al Palazzo dei Congressi in piazza della Costituzione, Comune, Città Metropolitana, Regione Emilia-Romagna hanno chiesto "risposte certe su infrastrutture fondamentali come la bretella Campogalliano-Sassuolo, l’autostrada Cispadana e il Passante di Bologna". 

"Il Passante, finanziato e con una valutazione di impatto ambientale positiva, è la scelta meno impattante per il nostro territorio e la più aperta a scommettere sulle priorità del trasporto pubblico - ha detto il sindaco Virginio Merola - ora, dopo una lunga attesa e tante notizie lette unicamente sui giornali, il ministro Toninelli ha convocato me e il presidente Bonaccini, per il 20 marzo" e sottolinea "il ministro dovrà ascoltare le ragioni che sono emerse, in modo forte e compatto, da questa mattinata. E mi aspetto che colmi una grave lacuna e inviti anche le organizzazioni sindacali, inspiegabilmente escluse da questo incontro". 

"Se si ferma l'Emilia-Romagna si ferma l'Italia", questo in sintesi il concetto espresso dal presidente della regione Stefano Bonaccini "dall'Emilia-Romagna è arrivato oggi un messaggio molto forte e molto chiaro: non ci rassegniamo alla recessione e vogliamo realizzare quegli investimenti e quelle infrastrutture che soli possono sostenere il lavoro e la competitività delle sue imprese. Non è accettabile bloccare opere concordate, progettate e finanziate: in un Paese normale non si blocca tutto col cambio di un Governo né si stracciano i contratti sottoscritti. Non stiamo chiedendo altro che rispettare gli accordi siglati con lo Stato, senza chiedere un euro in più. Se pensano di colpire questo territorio per ragioni ideologiche o, peggio, per ragioni politiche, sappiano che pagheranno un prezzo molto caro, ma soprattutto lo faranno pagare al Paese".

L'incontro ha visto gli interventi degli assessori Raffaele Donini e Irene Priolo, Enrico Postacchini, per le realtà imprenditoriali, Giovanni Savorani per le imprese industriali, Giovanni Monti per le cooperative, Stefano Betti per i costruttori edili, Eugenia Bergamaschi per le imprese agricole, Giuliano Zignani per i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Lusa per imprese manifatturiere e Dario Costantini per quelle artigiane. 

VIDEO| Bonaccini a La7: 'Il governa blocca opere da 3 miliardi, lo abbiamo appreso dai giornali' 

I cantieri in Emilia-Romagna

Nel biennio 2019-2020 è in programma l’avvio di cantieri per realizzare opere infrastrutturali viarie per 5 miliardi di euro. Alla creazione di nuove e più funzionali arterie stradali, lontane dai centri abitati, si affiancano gli interventi per le infrastrutture ferroviarie e del trasporto pubblico, con un piano industriale che stanzia 1 miliardo di euro per il rinnovo di treni e bus, e 255 milioni di euro per le infrastrutture digitali al servizio anche di una mobilità più efficiente e intelligente.

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