Pd diviso sul Passante Nord. Balzani chiede verifica su importanza strategica, Merola: 'Dovrebbe esser chiara'

Accertarsi "se confermata l'utilità strategica e aggiornare il bilancio costi - benefici". Così Balzani, che va con i piedi di piombo intorno al progetto, sostenuto invece senza riserve dal sindaco. Merola non nasconde la delusione: 'Mi aspetto parole diverse da un candidato alla presidenza regionale'

Il Pd si divide sul Passante Nord. Sono le parole del candidato dem alle primarie per le elezioni regionali, Roberto Balzani, a smuovere le acque. Il democratico infatti, ha espresso la sua intorno all'opera, alla luce delle recenti notizie che riportano la determinazione a procedere con una progettazione di dettaglio affidata ad Autostrade per l’Italia. Per Balzani l'infrastruttura sarà fattibile ma solo a certe condizioni. Prima fra tutte la verifica - dice -  "della sua importanza  strategica" e l'aggiornamento del bilancio “costi – benefici”.

Parole che hanno richiamato la pronta risposta del compagno di partito, il sindaco Virginio Merola. " Balzani - sottolinea il primo cittadino - chiede  di  verificare  "l'importanza  strategica"  del Passante  Nord.  Da  tanti  anni  questa  importanza dovrebbe essere certa, basterebbe  guardare le condizioni di traffico dell'attuale tangenziale, le file  e i ritardi che affliggono l'attraversamento del nodo autostradale di Bologna, nodo nevralgico per il sistema nazionale della mobilità".
E qui l'affondo. "Da  un  candidato  alla  Presidenza  della  Regione - incalza il sindaco - mi aspetto chiarezza su questo:  perché  la  decisione  strategica di fare il Passante Nord è stata condivisa  dall'attuale Provincia di Bologna, dal Comune di Bologna e dalla Regione  Emilia-Romagna.  Non  è  dato  a  un Presidente di Regione imporre scelte  diverse,  se  rispetta  le  autonomie locali e i sindaci eletti dai cittadini".

L'opera  vale 1,3 miliardi di euro. Di recente, nonostante il grave periodo di  crisi  economica,  questo  finanziamento è stato assicurato: "Balzani - provoca Merola - lo vuole  fare  perdere  alla  comunità metropolitana bolognese per la "grande posta"  di  vincere  le  primarie?  Questo  punto  è dirimente per  valutare l'attitudine a governare di un candidato."

Regione,  Provincia  e  Comune hanno lottato per questo finanziamento e per sbloccare  l'opera, ed hanno sottoscritto un accordo con il Ministero delle
Infrastrutture  e con la Società Autostrade. "E' ovvio che, come si realizza l'opera,  è  un  fatto  importante. - continua il sindaco - Forse Balzani pensa che i sindaci della città  metropolitana  non  siano  i primi interessati a un progetto il meno impattante  possibile dal punto di vista ambientale e a fare i conti con le
necessità   di   compensare   il  territorio  consumato  con  nuove  scelte urbanistiche,  per  rivitalizzare terreni cementificati e per dare priorità assoluta  alla  riqualificazione  degli  edifici  esistenti,  rinunciando a costruire su aree agricole".

BALZANI INTERROGATIVO. In soldoni Merola si sarebbe aspettato un diverso atteggiamento dal 'collega' nonchè candidato alla Presidenza della Regione. Parole del tipo:"Avanti   con   questo   progetto,   vitale  per  Regione,  Paese  e  Città metropolitana.  Mi  impegno  ad  aggiungere  i  finanziamenti necessari per garantire  che  l'opera sia eseguita al meglio sostenendo le osservazioni e le scelte urbanistiche dei comuni". Parole invece che non sono mai uscite dalla bocca del candidato dem, il quale invece ci va con i piedi di piombo.
Balzani infatti ha tenuto a precisare che "Va aggiornato il bilancio “costi – benefici” riguardo ad un’opera che richiede il sacrificio di 800 ettari di territorio agricolo. Occorre in sostanza rivedere se l’elevato impatto in termini di consumo di suolo, impermeabilizzazione del terreno e creazione di una barriera che taglia in due la viabilità, il reticolo idrico e il paesaggio della campagna bolognese sia effettivamente giustificata dai vantaggi e dagli obiettivi di pubblico interesse acquisiti nel medio e lungo termine dalla comunità".

Non solo. Il candidato dem che punta allo scranno più alto della Regione, puntualizza anche "se confermata l’utilità strategica dell’opera, Il progetto deve assicurare che essa assolva a tutte le funzioni per cui è stata concepita all’origine; questo significa non limitarsi alla sola funzione trasportistica, di necessario alleggerimento del nodo “Tangenziale ed Autostrada” di Bologna, ma anche territoriale, di servizio alla “città diffusa” presente nella pianura a nord del capoluogo, di ricucitura ambientale e di finanziamento – mediate il sovra pedaggio per il traffico di attraversamento – del trasporto pubblico locale, in particolare su ferro."

In discussione - per Balzani - pure la trasparenza rispetto al percorso burocratico e amministrativo di questa opera, per cui invoca "un salto di qualità, con particolare riguardo agli studi effettuati (o da effettuare) sugli effettivi benefici dell’opera sul decongestionamento del nodo di Bologna, al pedaggiamento previsto, e al tipo di appalto con cui si intende procedere, stanti i rilievi dell’Unione Europea". Perchè - sottolinea il democratico , "la prossima giunta e il prossimo consiglio regionale, come le altre amministrazioni locali, non potranno prescindere da questi principi nel valutare e prendere le proprie determinazioni sull’argomento".

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