Scomparsi Bologna, molti i casi in sospeso. Oggi l’angoscia per la famiglia Bisi

Momenti terribili per la famiglia di Margherita Bisi dopo il ritrovamento di ossa umane a Sesto Fiorentino. Ma sono tanti i familiari delle persone scomparse. Ecco alcune storie

Margherita Bisi

E’ ancora mistero su tanti casi di scomparsa del nostro territorio e proprio oggi un terribile dubbio si fa strada dopo il ritrovamento di alcuni resti umani nella zona di Firenze (Monte Morello, Sesto Fiorentino): si pensa ci sia connessione fra questi e la scomparsa di Margherita Bisi che risale alla notte del 13 marzo 2002, quando la 37enne aveva un appuntamento al casello autostradale di Firenze, ma non c’è ancora nulla di certo, anzi ci sono molte incertezze per via di alcuni tempi che non coincidono. Al via gli esami del DNA per fare chiarezza e dare risposte ai familiari, che da 9 anni vivono sulle spine.

MARGHERITA BISI. Margherita viveva con i genitori nel quartiere Arcoveggio e interrotti gli studi aveva lavorato come rappresentante di una ditta di abbigliamento e poi aveva aperto un negozio suo, che però non era  andato bene. Dopo il diploma in geometra aveva cambiato settore e lavorava per uno studio. "Ultimamente – avevano raccontato i genitori ai microfoni di Chi l’ha Visto? - cercava tra le inserzioni sui giornali un giovane che facesse al caso suo per metter su famiglia. Aveva già incontrato tre o quattro persone". La sera del 13 marzo Margherita è uscita di casa dicendo che doveva incontrare un ragazzo al casello autostradale di Firenze. Da allora più nulla.

FABRIZIO ANDALO’. Fabrizio Andalò, studente universitario residente a Dugliolo, Budrio, uscito in bicicletta e mai tornato. Il caso è aperto, ma non ci sono state segnalazioni importanti e la sua bicicletta non è mai stata ritrovata o comunque, riconosciuta. La sorella Cristina non sia arrende e chiede a chiunque sappia qualcosa di farlo sapere alla famiglia, anche in forma anonima.

GIOVANNI GHINELLI. Sceso dall’auto dei suoi genitori in zona Arcoveggio è sparito nel nulla. Stavano discutendo sul fatto di trascorrere la notte fuori Bologna e lui dopo aver detto di non poter lasciare la città si è allontanato alterato. Di lui non c’è traccia, fatta eccezione per lo zaino, sparito nel nulla anche quello dopo essere stato portato in caserma. I genitori Giuseppe e Antonia: “Continuiamo a cercarlo. Troppe cose non tornano”.  INTERVISTA DI BOLOGNA TODAY AI GENITORI.

ELENA KALININA. Stava partendo da Roma per Bologna ed è sparita. Ma non sappiamo se a Bologna ci sia mai arrivata Elena Kalinina, che faceva l’interprete e l’accompagnatrice di uomini d’affari, visto soprattutto che la sua auto è stata ritrovata nella capitale. Doveva incontrarsi con un uomo che però non è mai stato individuato.

ANTONELLA GRAVANTE. Scomparsa a 25 anni nel 1997, Antonella Gravante è ormai un caso chiuso, ma ancora con tante incognite. Le indagini della polizia sono chiuse da parecchio ormai, e non ha parenti che la cercano.

NICOLA MENETTI. La sua auto, una Fiat multipla arancione è stata trovata aperta nei pressi del casolare di sua proprietà a Frassineta, una frazione di Monghidoro. Di Nicola Menetti si sono perse le tracce il 20 febbraio del 2009: 62 anni, pensionato, residente a Toscanella di Dozza, sposato. Era andato a Frassineta per assistere la madre, anziana, e l’ultimo ad averlo visto è stato suo fratello, proprio davanti alla casa dei genitori. Ma non era solo: con lui un uomo sconosciuto con cui si è allontanato, ognuno sulla propria automobile. Aperto un’inchiesta per omicidio volontario, il fascicolo è stato archiviato per mancanza di indizi.

SANDRA SANDRI. Uno dei casi più noti di scomparsa a Bologna resta quello della piccola Sandra Sandri, che in un piovoso 17 aprile del 1975, scesa alla fermata di via Farini per andare a scuola è sparita nel nulla. La mamma, Marisa Balduini, da ben 36 anni non ha pace e la storia di questo caso ha davvero dell’incredibile. Al momento della scomparsa la Sandri aveva solo 11 anni e definita all’epoca dal capo della squadra mobile bolognese una “ragazzina con atteggiamenti e apparenze più grandi della sua età” il suo caso venne liquidato come allontanamento volontario e il fatto che fossero molti gli adulti che le giravano intorno giustificato con una frase scioccante: “Il bolognese è un gaudente, un gaudente razionale. Queste sono perversioni, io non riesco a immaginare un bolognese perverso”.

LA REGISTRAZIONE E LE TELEFONATE. A un mese da quella maledetta mattina la piccola ebbe una lunga conversazione con un vicino di casa, Ignazio Parentela nella quale raccontò dei suoi incontri con alcuni uomini, frequentatori del bar di via Carissimi (dove vivevano entrambi) facendone nomi e cognomi. Tale conversazione venne registrata da Parentela e forse questo fece scattare il movente. I due uomini citati allora vennero condannati nel 1982 a tre anni di reclusione per abusi, ma mai si parlò di omicidio. Franco Mascagni e Ignazio Parentela sono morti, mentre il terzo uomo,   Giorgio Fragili, è ancora vivo ed è stato sentito dai magistrati. Ma il corpo della Sandri non è mai stato trovato.
 

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