Bus e abbonamenti a lavoratori, paga Philip Morris: la Regione plaude

Le linee 676 e 677 sono finanziate dalla multinazionale e collegano l'area produttiva con le stazioni dei treni e fermate bus vicine. Il bacino di lavoratori interessati è stimato intorno alle 2mila unità

Due tragitti misti treno-bus, con le navette che prendono i lavoratori alle stazioni e li portano a lavoro, e viceversa. Parte da qui l'innovativo progetto di Philip Morris, che in accordo con Tper, Trenitalia, città metropolitana e Regione ha presentato il piano per l'area produttiva di Valsamoggia, nella zona in cui è impiantato il colosso delle sigarette elettroniche. L'azienda-colosso si è impegnata a pagare di tasca propria i mezzi, oltre a fornire gli abbonamenti a tutti i propri dipendenti.

"È il primo accordo di mobility management aziendale in Emilia-Romagna che interessa una azienda di grandi dimensioni, e sono certo aprirà la strada a numerose altre esperienze con realtà del territorio. Oltre 2.000 persone da oggi avranno un motivo in più per preferire il trasporto pubblico al mezzo privato, anche grazie agli incentivi diretti promossi da questa azienda".

È la Regione Emilia-Romagna, tramite il suo assessore ai Trasporti Raffaele Donini, ad apprezzare i nuovi bus (linee 676 e 677) e i nuovi abbonamenti Tper regalati da Philip Morris ai suoi dipendenti in Valsamoggia, nell'ambito del progetto innovativo di trasporti ferro-gomma (in ballo le stazioni di Bologna, Anzola e Crespellano) che servirà gli addetti Philip Morris, in primis, ma anche quelli delle altre aziende dell'area così come in generale i cittadini che ne hanno bisogno.

Secondo le stime, infatti, sono oltre 2mila gli utenti potenziali nell'area metropolitana, tenendo conto che l'insediamento complessivo del big dei prodotti del tabacco a regime prevede 1.600 addetti a livello locale. Assicura la presidente Tper Giuseppina Gualtieri: "È il primo accordo del genere mai siglato in Italia non solo per i numeri di trasportati ma anche per la generale ricaduta verso il territorio delle due linee che saranno servizio di trasporto pubblico a tutti gli effetti, fruibili, dunque, anche da chiunque desidererà utilizzarle". 

E se Marco Monesi della Città metropolitana, come Donini, si augura che altre aziende dell'area seguano questa idea, anche secondo il sindaco Virginio Merola, assente per altri impegni a Crespellano oggi ma fiero del piano urbano della mobilità sostenibile adottato a settembre contro i cambiamenti climatici, è una giornata a suo modo storica: "Philip Morris è stata la prima azienda a raccogliere questa sfida", evidenzia Merola.

Aggiunge il sindaco: "È un esempio di ottima integrazione pubblico-privato che spero sarà seguito da altre aziende. A ciò si aggiunge la scelta di dotare tutti i lavoratori di un abbonamento valido sull'intera rete metropolitana spostando presumibilmente sul trasporto pubblico tante persone che abitualmente usano l'auto".

Per Philip Morris, che illustra i dettagli del progetto oggi con i manager Simona Robotti, Francesco Brognara e Emanuele Masciarri, contestualizza l'amministratore delegato di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna Oleksiy Lomeyko: "La realizzazione operativa di questo progetto di mobilità integrata pubblico-privato, primo in Italia, sottolinea l'importanza strategica che per noi riveste la sostenibilità ambientale, e conferma ancora una volta il nostro impegno per sviluppare soluzioni all'avanguardia volte ad aumentare il benessere delle nostre persone".

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Intanto, restando sul piano urbano della mobilità sostenibile bolognese arriva anche un riconoscimento europeo proprio questa mattina da Groningen, dove la direzione generale Move della Commissione europea ha presentato le nuove linee guida dei Pums: il caso della Città metropolitana di Bologna è stato inserito come una delle migliori pratiche nelle linee guida per i Pums europei, sia nel documento principale sia nei capitoli dedicati alle regioni metropolitane, dove ci sono solo Bologna e Manchester. (Lud/ Dire)

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