Philip Morris: 'A Zola prodotta la sigaretta del futuro e 600 assunzioni"

Made in Bo gli stick di tabacco utilizzati con il dispositivo iQOS: "I livelli dei costituenti dannosi e potenzialmente dannosi del vapore emesso da iQOS sono in media inferiori del 90% rispetto al fumo di una sigaretta standard"

Lo stabilimento di Crespellano

La sigaretta del futuro è in produzione a Bologna: limiterebbe i danni alla salute rispetto a quella tradizionale e nel contempo farà bene all'occupazione del nostro territorio visto che Philip Morris la prima fabbrica al mondo per la produzione su larga scala di tali prodotti l'ha voluta proprio qui, fra Zola Predosa e Crespellano. Una volta a pieno regime, i due stabilimenti avranno una capienza occupazionale complessiva di fino a 600 persone. 

Il Training Center di Zola è stato dedicato alla qualifica delle nuove linee produttive, alla formazione tecnica del personale e all’avvio della produzione per i primi lanci di mercato dei nuovi prodotti, che hanno come obiettivo la riduzione del danno rispetto alle sigarette convenzionali e il cui utilizzo avviene tramite un meccanismo di riscaldamento controllato del tabacco, grazie a un dispositivo elettronico chiamato iQos.

E' Paula Baudino, responsabile delle relazioni esterne a Bologna di Philip Morris Italia a spiegarci per bene questo nuovo 'strumento'. A lei abbiamo fatto alcune domande per capire bene come 
 
Perchè iQOS è la sigaretta del futuro?

Si tratta di un innovativo dispositivo elettronico attraverso cui appositi stick di tabacco (quelli che produciamo qui nel bolognese) che vengono riscaldati a una temperatura controllata, evitando il processo di combustione. Si tratta di un cambio di paradigma per tutto il settore a livello mondiale, per il quale abbiamo deciso di cominciare proprio da Bologna.

Ci spiega in termini non troppo tecnici in che modo riduce i rischi per la salute della tradizionale sigaretta?

Stiamo conducendo approfonditi studi per verificare il potenziale di riduzione del rischio di iQOS, seguendo le linee guida dell’FDA statunitense per l’approvazione dei ‘Prodotti del Tabacco a Rischio Modificato’, e basandoci su metodi già ampiamente adottati dall’industria farmaceutica. Abbiamo dimostrato che i livelli dei costituenti dannosi e potenzialmente dannosi del vapore emesso da iQOS sono in media inferiori del 90% rispetto al fumo di una sigaretta standard, e che la tossicità è ridotta analogamente.

Recenti studi clinici sono altrettanto promettenti anche per quanto riguarda l’esposizione. Per essere chiari, si tratta di risultati che vanno verso la giusta direzione, ma i nostri studi sono in corso, e sarà possibile trarre conclusioni sul profilo di riduzione del rischio solo sulla base della totalità delle evidenze scientifiche. Stiamo inoltre condividendo i nostri studi scientifici con la comunità scientifica e con le autorità regolamentari, incoraggiando verifiche delle nostre ricerche. I nostri risultati e il nostro approccio metodologico sono stati pubblicati in più  di 140 riviste scientifiche indipendenti ‘peer-reviewed’ dal 2010, e sono regolarmente presentati in conferenze in tutto il mondo. Ad esempio, abbiamo recentemente presentato alla Conferenza annuale sulla tossicologia di New Orleans e pubblicato sulla rivista indipendente ‘Toxicological Sciences’.

Il progetto è interamente Made in Bologna (o meglio in Crespellano)? Quanti lavoratori sono impegnati nell'iQOS?

Nel Bolognese, a Zola Predosa, abbiamo costruito il primo stabilimento pilota per la produzione degli stick di tabacco che vengono utilizzati con iQOS; e a Crespellano stiamo finalizzando la costruzione del primo stabilimento al mondo per la produzione su larga scala di tali prodotti. Si tratta di un investimento straordinario, per circa 500 milioni di euro complessivi, che a pieno regime prevede fino a 600 assunzioni. Di queste, circa 180 persone sono già operative tra Zola e Crespellano. Le selezioni sono aperte attraverso il nostro portale web pmi.com alla sezione ‘careers’.

iQOS è già commercializzato in alcuni Paesi del mondo...quali? Con quali numeri e con quali feedback da parte dei consumatori?

La commercializzazione è partita da Milano e da Nagoya, in Giappone. Dopo una prima fase di test, abbiamo allargato la commercializzazione anche ad altre città italiane (Torino, Modena, Roma, Bologna) e abbiamo avviato l’espansione nazionale in Giappone. Allo stesso tempo siamo partiti con i lanci in altre città mondiali: Bucarest, Mosca, Lisbona. Altri lanci sono in programma già da quest’anno. I risultati da parte dei consumatori sono ottimi: cambiare le abitudini dei fumatori è una sfida, ma le prime esperienze ci dicono che sono proprio loro, una volta passati ad  iQOS, a convincere entusiasti gli altri fumatori.

Lo spazio inaugurato in Galleria Cavour: che luogo è, quale tipo di accoglienza fate e che competenze ha lo staff che riceve chi vuole saperne di più?

Si tratta di uno spazio di circa 200 metri quadrati, pensato per la presentazione del dispositivo iQOS – mentre la vendita degli stick di tabacco sarà gestita dalle tabaccherie. Lo store in Galleria Cavour è allestito con elementi di design chiamati Tetrapod, creati dall’architetto Arthur Huang: mattoni modulari composti al 100% da materiale riciclato, completamente cablati, pensati per strutturare lo spazio e funzionali al ricircolo dell’aria, all’illuminazione, alla diffusione del suono. È uno spazio ideato per i consumatori fumatori in cerca di alternative alle sigarette tradizionali, che lì potranno comprendere le funzionalità di iQOS, comprarlo e ottenere assistenza.

100 LAVORATORI SONO GIA' OPERATIVI. Lo stabilimento di Crespellano, i cui lavori sono partiti a settembre 2014 e saranno ultimati alla fine dell’estate del 2016  dalle ultime settimane del 2015 ha avviato le prime linee produttive, con circa 100 persone già operative in situ per l’avvio della produzione e per la qualifica dei macchinari. Oggi i prodotti realizzati a Crespellano sono pronti per l’esportazione in diversi mercati internazionali. Dall’inizio dell’operazione industriale (gennaio 2014) Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna ha già assunto circa 180 persone. Ulteriori assunzioni sono previste durante tutto il 2016 in funzione delle necessità produttive. In termini di indotto, nel 2015 la costruzione del nuovo impianto ha generato il coinvolgimento di oltre 200 imprese, per circa 450 persone presenti in cantiere ogni giorno.

APERTO UNO STORE IN GALLERIA CAVOUR. Qualche giorno fa è stato inaugurato uno store in pieno centro: "L’opening dell’iQOS store in Galleria Cavour rappresenta una tappa importante nel processo di insediamento del gruppo Philip Morris nel territorio bolognese - spiega l'azienda - Si tratta uno spazio in cui i fumatori di sigarette tradizionali potranno conoscere le funzionalità di questo dispositivo elettronico che si utilizza con gli stick di tabacco prodotti dall’azienda nel bolognese acquistarlo, ed ottenere assistenza da personale specializzato". 

LA PHILIP MORRIS IN ITALIA E I DIPENDENTI DEL BOLOGNESE. Philip Morris, che ha 80.000 dipendenti in circa 180 Paesi del mondo, in Italia è presente con due affiliate, che sono Philip Morris Italia Srl (con sede a Roma) che oggi conta circa 350 addetti, e Philip Morris Manufacturing & Technology SpA, che opera a Zola Predosa (Bologna) dal 1963 e oggi impiega oltre 500 persone.

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