Piano mobilità, valanga di richieste: cittadini lo vogliono meno inquinante

Presentate oltre 1400 correzioni al progetto del comune tra cui più ciclabili, bike sharing in altri comuni, Sfm anche notturno e festivo con estensioni, e un passo avanti nei T-days

Quasi 1.400 'correzioni' da parte dei cittadini e delle associazioni, gran parte dei quali per chiedere una mobilità meno inquinante e dannosa per la salute. Sono state ben 900 le osservazioni al Pums, piano urbano della mobilità sostenibile di Bologna e hinterland, a cui se ne aggiungono 475 al Pgtu, il piano del traffico del Comune capoluogo, in approvazione definitiva tra oggi e lunedì prossimo.

Una valanga di richieste di modifica che fa impallidire quelle presentate nelle altre città, la cinquantina di Roma, le 33 di Firenze, le otto di Ravenna e le quattro di Rimini.

"Siamo soddisfatti del contributo venuto dai cittadini, hanno portato ad un arricchimento e ci hanno confermato che siamo sulla strada giusta", chiosa il consigliere delegato della Città metropolitana Marco Monesi. Per la verità qualche timore è venuto, di fronte alla mole di lavoro supplementare portato da 244 soggetti diversi (173 per il Pums e 71 per il Pgtu), il 60% dei quali sono singoli cittadini.

"Quando abbiamo visto le 900 osservazioni all'inizio ci siamo preoccupati- confida il coordinatore generale del Pums Alessandro Delpiano- ma poi abbiamo visto che l'80% conferma, anzi chiede di rilanciare l'azione sulla mobilità sostenibile". Non a caso il 73% delle osservazioni al Pums è stato accolto.

La sfida del piano è parecchio ambiziosa: abbassare dell'80% le emissioni di gas serra da traffico in dieci anni, con una riduzione del 28% del traffico di auto e moto e 'tagliando' 440.000 spostamenti giornalieri sul mezzo pubblico o la bicicletta. La scommessa numero uno resta il tram, che verrà esteso fino a Casalecchio entro il 2030.

Ma le controdeduzioni portano anche 25 chilometri in più di piste ciclabili, l'estensione del bike sharing in altri comuni, l'Sfm anche notturno e festivo con le nuove stazioni di Castiglione de' Pepoli e dell'Interporto (previo studio di fattibilità) e l'evoluzione dei T-days nel centro di Bologna.

Quanto alle proteste sul tram "credo moltissimo all'esigenza dei comitati quando ti aiutano a migliorare i progetti che tu hai- afferma l'assessore comunale alla Mobilità Irene Priolo- ma se l'obiettivo è non fare niente... in questa città sul trasporto pubblico è trent'anni che non fa niente, secondo me non si può fare un passo indietro". Comunque, fa sapere l'assessore, "incontrero' di nuovo il comitato il 12 dicembre, non ho paura del confronto ma deve essere civile e sul merito".

Priolo, inoltre, assicura: "nessuna guerra nei confronti dei motorini, ma è necessario intervenire su quelli più datati. Non possiamo intervenire solo sulle auto, dobbiamo essere coerenti. La prossima settimana usciremo con il bando sulle bici a pedalata assistita, sono 450.000 euro tra quest'anno e il prossimo con l'obiettivo di arrivare a 5.000-6.000 utenti". (Bil/ Dire)

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