Pianoro, taglio alberi lungo Savena: presentato esposto in Procura

Un esposto in Procura presentato da WWF e Unione Bolognese Naturalisti a seguito del taglio degli alberi lungo il torrente Savena nel territorio del Comune di Pianoro

Un esposto in Procura presentato da WWF e Unione Bolognese Naturalisti a seguito del taglio degli alberi lungo il torrente Savena nel territorio del Comune di Pianoro, tra agosto 2014 e ottobre 2014, ma anche nei mesi successivi, fino all'estate del 2015. 

L’intervento era stato deciso dal Comune di Pianoro con l’autorizzazione del Servizio Tecnico Bacino Reno e in seguito della Regione Emilia Romagna. "I lavori di esbosco sono stati commissionati ad alcune ditte col sistema dell’appalto mediante procedura negoziata. Il corrispettivo era stabilito a compensazione: la ditta non veniva pagata per il servizio offerto, ma si poteva tenere il legname. In conseguenza di ciò maggiore era il prelievo di legname, maggiore era il guadagno", si legge nella nota. 

L’intervento avrebbe coinvolto 48 ettari di alveo boscato e non boscato in suolo appartenente al Demanio fluviale e forestale ed  ha comportato la distruzione di almeno 25 ettari di vegetazione arborea e arbustiva: secondo gli ambientalisti, a una stima approssimativa, l’intervento ha prodotto l’eliminazione di circa 50.000 alberi in maggioranza sani (2.000 tonnellate circa di biomassa foto sintetica). 

ESPOSTO. Diversi gli illeciti contestati nell'esposto: "danni al paesaggio per il taglio boschivo eseguito per ben 12 chilometri della Val Savena; ci vorranno diversi decenni perché le dimensioni degli alberi raggiungano dimensioni considerevoli. E non è affatto scontato che ricrescerà lo stesso tipo di vegetazione. Deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto; si è intervenuti pesantemente anche all’interno di un’area protetta senza le necessarie autorizzazioni. Si tratta di un sito di importanza e valenza europea indicato come SIC-ZPS IT4050012 “Contrafforte Pliocenico” dove sono stati abbattuti circa 3 ettari di superficie forestale soggetti a stringente tutela naturalistica nel quadro del progetto europeo Rete Natura 2000. Accumulo lungo l’alveo del corso d’acqua e nella stessa area protetta sopra citata (SIC-ZPS IT4050012),  di rifiuti speciali (scarti di demolizione edilizia) misti ad argilla; è incredibile il fatto che quest’opera (“arginello rinverdito”) dovesse essere considerata una misura di compensazione. Danni alla Biodiversità lungo l’Ecosistema fluviale; diversi documenti mostrano alterazioni profonde delle condizioni ambientali e la scomparsa di specie rare; al contrario sono aumentate le specie erbacee annuali nitrofile di scarso valore ambientale e indicatrici di suoli ricchi di nutrienti. Queste condizioni possono influenzare negativamente l’evoluzione del manto vegetale per lunghi periodi. Sul fiume nidificavano aironi e si riproducevano molti anfibi protetti, e il terreno è stato sconvolto per chilometri dai lavori di abbattimento. Infine la scomparsa improvvisa di notevoli quantità di biomassa legnosa su vaste superfici e la nitrificazione di suolo e acque creano condizioni favorevoli per la diffusione di piante alloctone invasive (Robinia, Ailanto, Bambù, Amorfa) che, una volta insediate, risulta difficilissimo eliminare. Diminuzione della difesa delle sponde dall’erosione. Va ricordato che proprio la vegetazione lungo le sponde dei corsi d’acqua svolge un ruolo insostituibile nel preservare dal fenomeno dell’erosione delle sponde in occasione di eventi di piena; infatti proprio l’erosione delle sponde ha causato danni ingenti a persone e cose (esempio: Val Nure, settembre 2014). Interventi generalizzati di deforestazione lungo i corsi d’acqua possono aumentare alcune tipologie di rischio idrogeologico. Infine si ribadisce che quanto accaduto sul Savena deve inserirsi in un discorso ambientale più vasto:Gli accordi di Parigi (dicembre 2015) hanno l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra (CO2 in particolare) che minacciano l’intero pianeta per il riscaldamento globale. Gli interventi generalizzati di deforestazione lungo i corsi d’acqua vanno nella direzione opposta: l’abbattimento di una massa di alberi come quella effettuata sul Savena ha comportato il rilascio in atmosfera di almeno 2.500 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni medie di oltre 2000 auto nel corso di un solo anno. Da notare che i 50.000 alberi, ora distrutti, erano in grado di assorbire dall’atmosfera circa 1000 tonnellate di  CO2 in un decennio. Occorreranno tempi molto lunghi perché la vegetazione futura possa (eventualmente) tornare Purtroppo ciò che è avvenuto sul Savena accade molto spesso nel nostro Paese per centinaia di altri corsi d’acqua; i motivi di queste “pulizie” fluviali sono di tipo idraulico e dovrebbero evitare disastri in occasione di forti piogge. Al contrario la deforestazione spinta e generalizzata per chilometri lungo il corso d’acqua può aumentare i rischi soprattutto di tipo idrogeologico. 

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